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Noemi Gherrero: confessione senza pudori

Cosa lega una ragazza della periferia più remota di Napoli al genio jazz di Nina Simone?

Nata e laureata a Napoli, attrice e conduttrice amata su Rai3 per il programma culturale "Le parole per dirlo",la bella Noemi Gherrero sarà sul grande schermo da questo maggio con "Vecchie canaglie" di Chiara Sani assieme, tra gli altri, a Lino Banfi, Alessandro Haber e Gino Cogliandro. Nel frattempo, la sensuale attrice, conosciuta anche come la Sharon Stone italiana, da questo sabato 25 febbraio, si mette in gioco sul palcoscenico del teatro Bolivar di Napoli con "Mi Chiamo N.", scritto e diretto da Massimo Piccolo. Un testo che l'autore ha cucito addosso a Noemi partendo proprio da alcune esperienze della sua vita.

Mi chiamo N.

Musiche originali di Eunice Petito, prodotto da Moon Over, lo spettacolo affronta un tema quanto mai attuale ormai per chiunque: “dover apparire per poter essere”. Una emblematica dedica/omaggio a Nina Simone offre il contraltare dell’arte come valore, fuga e destinazione.

"Mi chiamo N. diventa un racconto tra l’essere e l’apparire, che per le donne diventa un dover apparire, in un certo modo, anche solo per poter esprimere il proprio essere – spiega l’autore Massimo Piccolo - “Non l’ho costruito io questo mondo. Ma non per questo voglio rinunciare a viverci.”, dice la protagonista, perché, seppure la nostra società non sia in grado di offrire un finale consolatorio, l’unica possibilità per una reale prospettiva di cambiamento è quella di essere consapevoli di quanto ci succede intorno".

Sinossi

"Mi chiamo N."  è la storia di una giovane donna della periferia napoletana che, per una strana e fortuita Epifania, vive in una simbiosi fantastica con Nina Simone. Accomunata alla Simone dalla passione artistica, ma anche dalla condanna a un'origine e un luogo cui non sente di appartenere, N. troverà in questa proiezione l'unica possibilità di fuga dall'opprimente ambiente familiare e sociale. La storia agisce tutta sul doppio, la causa e l'effetto, il cedimento e la resistenza, che si esprimono nella tensione tra Eunice/Nina e Cate/N. Perché come per la Simone, Eunice rappresentava la vita prima di diventare la celebre Nina, così la nostra N. creerà Cate, un suo doppio da dover "uccidere" per la propria rinascita. Cate è la sua coscienza problematica, il lato ancorato al mondo che vorrebbe abbandonare, è quella parte di noi stessi che, con la costante creazione di conflitti e sensi di colpa, ci costringe a una esistenza dominata da atteggiamenti autodistruttivi.

E così N. per provare a superare questo enorme ostacolo, utilizza le suggestioni della vita della Simone lasciandosi andare a una riflessione/confessione catartica senza pudori, ripercorrendo in un continuo gioco di rimandi allo specchio episodi della sua vita dall'educazione castrante alla necessità di indipendenza e di emancipazione.

In un flusso intervallato soltanto da poche note jazz, N. condivide i passaggi dolorosi che hanno accompagnato la sua crescita, dalla morte del padre all'inaspettato scontro con l'odioso pregiudizio sulla sua origine e la sua Napoli, fino ad arrivare a focalizzare il tema centrale, e in qualche modo risolutivo, del testo: la condizione della donna tra l'essere e l'apparire, fino al "dover apparire" in un certo modo anche per poter esprimere "il proprio essere”, provocando però una sorta di corto circuito, finendo per alimentare un sistema che si vorrebbe combattere. Punto che viene esplicitato ancora meglio nell'ultima scena a sipario fintamente calato con l'entrata in scena del "regista· che, in una battuta, svela come anche in questa denuncia, lui non abbia fatto altro che usare, ancora una volta, il corpo della protagonista.

Massimo Piccolo

Nato a Pomigliano d'Arco, scrittore, autore e regista, Massimo Piccolo con il suo ultimo libro, "Layla", ha vinto il bando sviluppo della Film Commission Regione Campania. Il suo ultimo film cortometraggio "Dolly - la promessa·; è stato acquistato da Associak per il canale dedicato agli short movie di Amazon Prime.

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