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La copertina

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Una guida per il ciclista urbano: ecco "Napoli Loves Bike"

Prefazione del sindaco de Magistris. Alfredo Bellini di BiciZen: "La strada intrapresa per una Napoli più bella, sicura e pedalabile è quella giusta, già si vedono i primi risultati"

Una guida per il ciclista urbano. 'Napoli Loves Bike' è la proposta in formato tascabile che offre una panoramica generale sul mondo delle due ruote a pedali come mezzo di trasporto alternativo, per il benessere e per il tempo libero, oltre a regalare alcuni spunti di riflessione per incentivarne l'uso. La guida, che gode del patrocinio del Comune di Napoli e della Camera di Commercio di Napoli, è nata anche grazie al contributo di Alfredo Bellini di BiciZen.

Cosa è cambiato in questi ultimi anni in città?
Molto. Il numero di persone che utilizzano la bici in città è decisamente aumentato. Prima eravamo davvero il fanalino di coda in termini di spostamenti in bicicletta, oggi si vedono molte più bici anche nei giorni feriali, tante le persone che vanno anche a scuola e a lavoro. Merito della pedonalizzazione di via Caracciolo, del trasporto delle bici gratuito su metro e funicolari, della pista ciclopedonale che è sempre più frequentata da ciclisti seppur presenti ancora diverse criticità nel tracciato. Molte persone, inoltre, stanno scoprendo la convenienza in termini di tempo e portafoglio del muoversi su due ruote. E la bici è certamente un modo anche per stare con se stessi: dopo una bella pedalata, l'umore migliora decisamente.

Proprio a Napoli, e contemporaneamente a Milano, si è tenuto qualche settimana fa Cyclopride. Qual è stata la risposta dei napoletani?
Il 12 maggio è stata una vera festa della bicicletta, due grandi città unite dalle due ruote in un unico grande momento di partecipazione. A Napoli eravamo davvero tanti, oltre 500 persone, famiglie, bambini e tanti altri ciclisti che si sono aggiunti durante la pedalata. Basta vedere le immagini di quella giornata per rendersi conto di quanta civiltà e allegria ha accompagnato la manifestazione. A seguire c'è stato poi Bimbimbici, evento che ha visto tanti bambini in bicicletta. Questa è stata la prima edizione di Cyclopride, l'anno prossimo mi auguro possa ripetersi con ancora più successo di pubblico.

Se dovessimo fare un identikit del ciclista urbano?
Difficile. Ogni persona che sale in bicicletta pedala con proprie motivazioni, ansie, gioie, pensieri. Chi preferisce muoversi da solo, chi in gruppo, chi fa parte di associazioni e chi no. Tutti però vogliono una Napoli sempre più ciclabile, perché una città con più biciclette è una città più bella e vivibile e sicura, anche per i tanti che ancora sono scettici sul fatto che a Napoli si può andare in bicicletta. Mi piace la citazione di Didier Tronchet: "Il ciclista urbano è per sua natura un inventore di un nuovo equilibrio che rimetterà in marcia la città”.

Nella prefazione della guida il sindaco de Magistris scrive: “La bici a Napoli ha compiuto un miracolo. Ha ravvivato la polis. A dimostrazione che i miei concittadini avevano fame di normalità”. Ma quanta strada c’è ancora da fare e verso quale direzione?
A mio avviso c'è da fare soprattutto in termini di comunicazione ed educazione al rispetto dei ciclisti e sul modo corretto di utilizzare la pista ciclopedonale. Tanti, ancora troppi - soprattutto tra gli automobilisti - vedono il ciclista e il pedone come dei nemici. Bisogna ragionare con una visione di città dove sia prioritaria la vivibilità e la qualità di vita dei cittadini, migliorando il trasporto pubblico e disincentivando l'utilizzo dell'auto così come avviene in tante altre città d’Italia e d'Europa. Occorre poi mettere in campo i correttivi giusti per migliorare la fruibilità della pista ciclabile, eliminando le interruzioni del percorso e garantendo la sicurezza di chi l'attraversa. E realizzare corsie ciclabili per ogni quartiere in modo da creare una rete di collegamento di spostamento sempre più ampia. Sono fiducioso: la strada intrapresa per una Napoli più bella, sicura e pedalabile è quella giusta e già si vedono i primi risultati. Ma siamo solo all'inizio, e il viaggio è ancora lungo.

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