Whirlpool conferma: "Dal 31 ottobre cessa la produzione nello stabilimento di Napoli"

I sindacati: "Scelta grave che colpisce i lavoratori e la città nel pieno di una nuova crisi pandemica"

Whirlpool Emea conferma il 31 ottobre 2020 come data di cessazione della produzione nello stabilimento di Napoli

Nel corso dell'incontro di oggi con il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, il Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde, insieme ai delegati del Ministero del Lavoro e Invitalia, i sindacati e i rappresentanti delle Regioni Campania, Toscana, Lombardia e Marche e delle Istituzioni locali, l'azienda ha ribadito di aver subito "un drastico crollo nella domanda globale per Omnia - il modello di lavatrici di alta gamma che viene prodotto nel sito di Napoli".

"Dal 2009 i volumi che sono diminuiti di circa il  70% passando da circa 700,000 a meno di 200,000 unità prodotte all’anno; questo ha portato lo stabilimento ad operare a meno del 30% della propria capacità produttiva, rendendo la situazione insostenibile sia per lo stabilimento che per l’azienda. Per questo motivo, 18 mesi fa l’azienda ha aperto un confronto sui potenziali scenari di transizione e ha cominciato a lavorare con i sindacati e gli interlocutori istituzionali – sia nazionali che locali – per trovare una soluzione sostenibile e minimizzare gli impatti della cessazione della produzione nello stabilimento di Napoli. Ad ottobre 2019, l’azienda ha accettato di proseguire temporaneamente la produzione delle lavatrici di alta gamma Omnia, per offrire alle parti coinvolte più tempo per identificare una soluzione che purtroppo non è stata trovata. Per tale motivo, l’azienda ha confermato il 31 ottobre 2020 come data di cessazione della produzione. Non affrontare questa situazione potrebbe infatti compromettere ulteriormente la competitività industriale di Whirlpool in Italia", spiega Whirlpool Emea in una nota.

La reazione dei sindacati

"La decisione della Whirpool di confermare la chiusura dello stabilimento di Napoli per il 31 ottobre è una scelta irresponsabile e grave, che colpisce i lavoratori e la città nel pieno di una nuova crisi pandemica, mentre larghi settori produttivi non si sono ancora ripresi dalle chiusure dei mesi scorsi". E' quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati.

"A nulla sono valse - sottolineano Schiavella, Tipaldi e Sgambati - le richieste espresse al tavolo da tutte le istituzioni, né i provvedimenti studiati per fornire all'azienda gli strumenti economici per sostenere la loro fase di difficoltà. Possiamo solo pensare a questo punto che quelle della Whirlpool fossero decisioni già assunte al momento della presentazione del piano industriale".

"Per questo motivo - concludono i segretari di Cgil Cisl Uil Napoli - confermiamo, come avevamo preannunciato nei giorni scorsi, che il prossimo 5 novembre la città tutta sciopererà per la difesa del sito di via Argine e già da subito saremo al fianco dei lavoratori, anche al presidio previsto domani presso la Prefettura. Chiediamo al Governo, e in particolare al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, una risposta immediata e determinata all'atteggiamento oltraggioso dell'azienda nei confronti, non solo della nostra città, ma di tutto il Paese".

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