rotate-mobile
Economia

Tassa di soggiorno, albergatori in rivolta

L'imposta verrà approvata oggi in Consiglio comunale. Esclusi gli alberghi a una stella e i Bed and breakfast per tutelare giovani e famiglie. Per gli altri si pagherà un euro a stella

Tassa di soggiorno sui turisti, se ne parla oggi in Consiglio comunale. E son dolori. Perché Palazzo San Giacomo ha deciso di escludere gli alberghi a una stella e i Bed and breakfast per tutelare giovani e famiglie. Per tutti gli altri, scatta però l'imposta neanche tanto leggera: un euro a stella, partendo dai due stelle e arrivando ai 4 e cinque stelle.

I soldi ricavati dalla tassa di soggiorno saranno investiti nel decoro urbano e nella promozione turistica, ma gli albergatori -spiega Cristina Zagaria de La Repubblica - non ci stanno. Salvatore Naldi e la Federalberghi propongono a mò di provocazione "di declassare le loro strutture a una stella" mentre Confindustria Aica (Associazione italiana compagnie alberghiere) ha convocato i sindacati di categoria.

"Tutte le città turistiche hanno la tassa di soggiorno - ha fatto sapere Antonio Lettera, del consiglio direttivo di Confindustria Aica - ma a Roma una stanza doppia mediamente costa 140 euro e un turista che va in un albergo a tre o quattro stelle paga 3 euro di tassa, a Venezia paga 1,50 e due euro in alta stagione, a Sorrento 1,50 e solo in alta stagione. Napoli, invece, spara subito 4 euro sempre. E qui una doppia la facciamo pagare 70 euro. Se togliamo i soldi che diamo allo Stato e i costi di gestione non ci rimane niente".


E ancora: "Il sindaco in campagna elettorale è venuto all’Unione industriali e ha promesso: 'Non metterò mai la tassa di soggiorno'. A marzo, in un incontro con Paolo Graziani e il presidente della nostra categoria, Mauro Pagliari, ci ha assicurato che avrebbe aspettato il 2013 e ora invece l’approva a giugno". Il timore, a questo punto, è di una fuga da Napoli.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tassa di soggiorno, albergatori in rivolta

NapoliToday è in caricamento