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Matachione rinviato a giudizio per evasione fiscale

Il "re delle farmacie" dovrà comparire dinanzi al tribunale di Torre Annunziata a fine ottobre. Ipotizzato danno erariale da 18,8 milioni di euro

Dovrà comparire dinanzi al tribunale di Torre Annunziata il prossimo 21 ottobre il “re delle farmacie”, Nazario Matachione. L'imprenditore è stato rinviato a giudizio per evasione fiscale successivamente all'indagine che portò al sequestro di beni dello scorso febbraio. In quella occasione gli uomini del comando Gruppo della Guardia di Finanza oplontina, comandati dal colonnello Carmine Virno, e del comando Gruppo di Tutela delle entrate, agli ordini del tenente colonnello Paolo Consiglio, sequestrarono disponibilità finanziarie e beni immobili all'imprenditore per un totale di quasi 8 milioni di euro. Il provvedimento giudiziario arrivò alla fine di un'intensa attività di inchiesta e di mirate ed approfondite ispezioni tributarie ai danni di tutte le attività di Matachione.

Le indagini partirono nel novembre 2013 nei confronti di varie farmacie nella provincia di Napoli, tra Torre Annunziata, Torre del Greco e Portici, tutte riconducibili all'imprenditore leader nel settore. I militari hanno misero sotto la lette d'ingrandimento tutti i conti degli esercizi commerciali riuscendo a ricostruire il reale volume d'affari delle singole farmacie e a dimostrare l'appropriazione indebita da parte dell'indagato di ingenti disponibilità finanziarie attraverso operazioni contabili create ad hoc per frodare il fisco. Le fiamme gialle controllarono poi tutto il patrimonio dell'imprenditore individuando soldi, polizze assicurative e beni immobili tutti di sua proprietà per un valore totale di quasi otto milioni.

L'accusa iniziale era di dichiarazione infedele per aver presentato dichiarazioni dei redditi artefatte relativamente agli anni d'imposta dal 2009 al 2012, per un imponibile complessivo di 18,8 milioni di euro. Matachione deve difendersi già dinanzi al Gup del tribunale di Napoli, Umberto Lucarelli nel processo in cui è accusato di aver “pagato” con favori l'impegno di Umberto Celentano, funzionario del settore Sanità in Regione ed ex assessore a Trecase, nel fargli ottenere delle autorizzazioni oltre che fargli conoscere in anticipo i test d'ingresso della facoltà di Farmacia. Indagato nello stesso procedimento risulta poi anche Nicola D'Alterio sempre con l'accusa di aver favorito l'imprenditore nel suo ruolo di funzionario regionale. Indagati anche il figlio di Celentano e Francesco Mariano, figlio di un'altro funzionario regionale assunto in una farmacia a San Giorgio a Cremano per ottenere poi il via libera all'apertura di altre farmacie sul territorio.  

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