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Vent'anni di carcere per il boss Giuseppe Gallo

La conferma della pena è arrivata dalla quarta sezione della Corte d'Appello di Napoli dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione

Dopo tre gradi di giudizio ed un annullamento con rinvio della Cassazione, arriva la condanna per Giuseppe Gallo, il boss del clan Gallo-Limelli-Vangone attivo nel boschese. Venti anni di carcere, è questa la pena confermata dalla quarta sezione della Corte d'Appello di Napoli a cui era stato affidato il fascicolo dalla Suprema Corte. L'entità della pena è restata la stessa nonostante l'assoluzione da 15 capi d'imputazione relativi ad altrettanti episodi di spaccio attribuiti al boss.

Restano le accuse di associazione mafiosa con l'aggravante di essere il capo della cosca che è stata decapitata nel gennaio 2010 dalla cosiddetta operazione “Pandora-Matrix”. Da quel momento sono partiti i processi a carico del boss “finto pazzo” insieme ad un susseguirsi di perizie sulla sua capacità di essere sottoposto a giudizio. L'8 febbraio 2011 arrivò la prima condanna dinanzi al Gup Gallo che lo condannò a venti anni. Pena rimasta invariata anche in appello il 29 aprile 2013. Poi la decisione della Cassazione del 4 maggio 2015 ed infine l'ultimo capitolo di oggi che in sostanza non cambia la situazione giudiziaria del capo-clan.

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