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Depuratore di Cuma, Figliolia: "I comuni finalmente protagonisti"

Il sindaco durante il vertice regionale: "L'obiettivo di tutti gli enti coinvolti è quello di far diventare il mare del litorale flegreo-domitio pulito e balneabile per tutti i cittadini"

«Ringrazio l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano per aver compreso e condiviso un nuovo modo di lavorare tra le istituzioni, ovvero in stretta sinergia, facendo diventare i comuni protagonisti di questa nuova fase per la bonifica e la tutela del territorio. I comuni, sia quelli che ospitano i depuratori, sia quelli che ne usufruiscono, diventano adesso co-protagonisti nella programmazione e nel controllo sulla depurazione delle acque. L’obiettivo di tutti gli enti coinvolti è quello di far diventare il mare del litorale flegreo-domitio pulito e finalmente balneabile per tutti i cittadini e in tutti suoi tratti. Già il 5 settembre prossimo ci rivedremo perché questa sinergia possa continuare e per questo ringrazio anche il presidente della Commissione Regionale Bonifiche Antonio Amato». È quanto affermato dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia al termine dell’audizione sul depuratore di Cuma avuta ieri mattina presso la Commissione Regionale Bonifiche.

Nasce così una nuova fase che vedrà parte attiva i sindaci dell’area flegrea, chiamati ad un maggiore protagonismo sulla programmazione e il controllo sulla deputazione delle acque, oltre che sulla prevenzione dell’inquinamento marino. All’incontro hanno partecipato il presidente della commissione Antonio Amato, il vicepresidente Mafalda Amente e il consigliere Anita Sala, l’assessore all’Ambiente della Campania Giovanni Romano, l’assessore all’ambiente e il presidente della commissione ambiente di Pozzuoli Francesco Cammino e Michelangelo Luongo, il sindaco e l’assessore all’ambiente di Monte di Procida Francesco Iannuzzi e Nunzia Nigro, l’assessore all’ambiente di Bacoli Ettore D’Ellia,  il custode giudiziario degli impianti di depurazione Paolo Massarotti, il commissario liquidatore di Hydrogest Oreste Cardilo, il direttore provinciale di Napoli dell’ARPAC Nicola Adamo.

Amato, Amente e Sala si sono detti d’accordo con l’assessore Romano, che ha confermato la necessità di interventi strutturali per i 5 impianti di depurazione ex Hydrogest per i quali sono già individuati 242 milioni di euro.

«Ora bisognerà precedere con la progettazione definitiva e l’indizione delle gare. Serve tempo e nel frattempo è necessario completare gli interventi di rifunzionalizzazione dei depuratori  per i quali sono già stati investiti 35 milioni di euro di fondi propri dell’assessorato regionale». Per i tre consiglieri regionali «è chiaro che le risorse per i depuratori devono venire dal ciclo integrato delle acque e che non può più essere la Regione a gestire gli impianti di depurazione ma dovrà essere individuato con gara pubblica un gestore unico per l’intero ciclo delle acque per ciascuno dei diversi ambiti».

In attesa che questo avvenga si andrà avanti con la gestione in deroga di Hydrogest fino a settembre, quindi subentrerà il nuovo commissario ad Acta che dovrebbe essere nominato con O.P.C.M. nelle prossime settimane. Il commissario non avrà poteri straordinari e dovrà innanzitutto garantire una gestione stralcio per completare la messa a norma degli impianti, garantire la funzionalità degli stessi e il mantenimento dei livelli occupazionali (ad oggi  360 unità) attraverso i 65 milioni di euro che saranno garantititi dalla regione. «È importante inoltre» concludono i consiglieri regionali «che l’assessore abbia assunto l’impegno di sottoporre con urgenza a Caldoro la firma entro ferragosto del protocollo d’intesa per avviare il Progetto per i laghi flegrei che, con 65 milioni di euro, consentirà di completare le opere di collettamento con il depuratore di Cuma».

Nel corso dell’audizione sul depuratore di Cuma si sono anche evidenziati una serie di nodi che restano ancora da sciogliere. Per il Professor Massarotti, custode giudiziario degli impianti di depurazione, «rimane tutta da affrontare la questione maggiore, quella degli scarichi, di quanto cioè giunge agli impianti di depurazione. Grazie al supporto della magistratura è stato fatto molto, ma bisogna intervenire perché sindaci e amministrazioni locali assumano le loro responsabilità per completare collettamenti a norma ai depuratori e evitare scarichi abusivi. E c’è un problema più generale che coinvolge ciascuno di noi di educazione al rispetto ambientale. Ad oggi è inaccettabile dover continuare a constatare quello che viene immesso nei depuratori o addirittura direttamente a mare».

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