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Il carcere di Poggioreale

Il carcere di Poggioreale

Celle aperte nei carceri, ma non a Poggioreale

Una circolare del capo del Dap impone ai direttori penitenziari di aprire le celle durante il giorno. Di difficile applicazione nel carcere napoletano dove vivono stipati oltre 2600 detenuti

Una circolare del capo del Dap, Franco Ionta, impone ai direttori penitenziari di aprire le celle durante il giorno. Sarà difficile, però, applicare la direttiva nel carcere napoletano di Poggioreale, dove vivono stipati 2.634 detenuti che vivono chiusi 22 ore al giorno con i blindo sbarrati in celle che potrebbero ospitare complessivamente 1.400 reclusi.

La circolare, intitolata “Modalità di esecuzione delle pena - Un nuovo modello di trattamento che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione”, da applicare entro tre mesi, prevede di liberare i detenuti di "media sicurezza" all’interno delle sezioni, ossia di aprire i blindo delle celle almeno per tutto il giorno lasciando ai reclusi, a seconda dell’affidabilità, maggiore possibilità di movimento all'interno della sezione, spazi aperti inclusi.

“La cosa più dura da sopportare, quando sei dentro - spiega un ex detenuto a Poggioreale al Manifesto - è la doppia legge: le regole imposte dallo Stato e il codice interno dei carcerati”.

 

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