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Palazzo di giustizia

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Regionali, candidati vicini ai clan: l'ipotesi della procura anticamorra

Due filoni d'inchiesta ipotizzano rispettivamente associazione mafiosa e voto di scambio. Secondo quanto trapela sarebbero tre o quattro i candidati coinvolti, provenienti da entrambi i principali schieramenti

Si indaga su alcuni candidati alle scorse elezioni regionali: è la Procura anticamorra di Napoli ad aver messo – prima della lista degli "impresentabili" della commissione antimafia, e del tutto indipendentemente da essa – alcuni esponenti politici (di entrambi i fronti) sotto la propria lente d'ingrandimento. Secondo le indiscrezioni raccolte per Repubblica da Conchita Sannino, sarebbero indagate tre o quattro persone.

A quanto pare gli inquirenti avrebbero notato movimenti sospetti di voti e vicinanze di qualche eletto e di qualche non eletto a noti esponenti di clan camorristici. I filoni dell'inchiesta sono due e nati da iniziative indipendenti, a loro volta partite da precedenti indagini sui clan della camorra partenopei e del casertano.

Secondo quanto sta trapelando dal Palazzo di Giustizia, in un caso si tratterebbe di vero e proprio concorso in associazione mafiosa (questo con uno dei clan al momento tra i più attivi), in un altro al vaglio dei magistrati ci sarebbe l'ipotesi di un voto di scambio politico-criminale nell'hinterland.

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