Il più giovane candidato del PD, Tonelli: "Basta altri Bossi jr! Noi vero rinnovamento"

Abbiamo intervistato uno dei più giovani candidati alla Camera dei deputati per il Partito Democratico

Francesco Tonelli

Francesco Tonelli è un altro giovane candidato per la Camera nella lista Campania 1. Classe 1987, già coordinatore dell'esecutivo dei Giovani Democratici di Bacoli, attualmente è presidente regionale dei GD Campania. Tonelli è di Bacoli ed in queste settimane sta girando tutto il territorio per la campagna elettorale. In questa tornata elettorale Tonelli è il candidato più giovane in Campania e tra i più giovani in Italia. Laureato in economia nel 2011 ha partecipato al comitato elettorale di Mario Morcone, candidato sindaco di Napoli.

La richiesta di rinnovamento è tanta, come pensa di soddisfarla il Pd? 

"La richiesta di rinnovamento è tanta, ma l’unico partito che è stato in grado di rinnovare la classe dirigente che andrà in Parlamento è stato il PD attraverso le primarie, che hanno consentito la candidatura in posizione eleggibile di tanti giovani, tante donne ben il 40%, ed infine i 2/3 degli eletti saranno alla prima esperienza parlamentare. Gli altri partiti hanno scelto i loro candidati chiusi nelle stanze romane, o peggio ancora attraverso video su youtube che sembravano candidature per reality show".

Secondo lei c'è bisogno di un rinnovamento solo anagrafico o anche di pratiche e di modus operandi?

"Un rinnovamento anagrafico che non porti un rinnovamento anche nel modus operandi rappresenterebbe un rinnovamento fittizio, rischieremo di avere altri Bossi junior in giro per l’Italia. Noi giovani del PD non abbiamo mai voluto una corsia preferenziale per una mera questione anagrafica ma al contrario siamo stati rappresentativi di esigenze e problematiche di una generazione troppo spessa dimenticata dai governi precendenti. Bisogna, inoltre, dare atto al PD di aver investito tantissime risorse nella formazione di noi giovani. Radicamento, rappresentatività e formazione, sono questi i presupposti per un vero rinnovamento".

Molti giovani vanno via dall'Italia, cosa fare per invogliarli a restare e sfruttare qui le loro capacità?

"Questo è un serio problema, obiettivo dell’Italia non deve essere solo quello di invogliare a restare i giovani italiani, ma di attrarre anche quelli stranieri. Ovviamente non sarà facile, bisognerà invertire completamente la rotta ritornando a puntare sulla ricerca completamente ridimensionata dopo i tagli avuti con i governi precedenti, bisogna rilanciare la crescita non semplicemente con una politica di rigore, ma incoraggiando la nascita di aziende, favorendo l’assunzione di giovani, detassando il costo del lavoro…insomma l’Italia deve tornare ad essere quella nazione altamente competitiva in Europa e nel mondo, solo così potrà attrarre energie ed intelletti da tutto il mondo".

Un giovane ministro al Governo, mix di inesperienza o sfida politica?

"Sarebbe una bella sfida, ma coerentemente con quanto detto precedentemente il presupposto non può essere solo la giovane età, bisognerebbe tracciare un profilo, delle competenze e se tra le possibili soluzioni ci fosse un giovane allora si, a quel punto sarebbe davvero una bellissima sfida politica ed un bellissimo segnale nei confronti delle nuove generazioni

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