A Santa Maria la Nova, “Fuori la plastica dentro il cuore di Napoli”

L’iniziativa di CIAK SI SCIENZA, realizzata nell’ambito della settimana Unesco di educazione alla sostenibilità

Come uscire dall’emergenza plastiche. Se ne è parlato nel cuore di Napoli con CIAK SI SCIENZA, il canale green della Federico II, ideato e diretto da Vincenza Faraco, docente di chimica e biotecnologia delle fermentazioni dell’ateneo federiciano lo scorso sabato 24 novembre presso il Complesso Monumentale di S. Maria La Nova. L’iniziativa di CIAK SI SCIENZA, realizzata nell’ambito della settimana Unesco di educazione alla sostenibilità (19‐25 novembre), è stata aperta dall’introduzione di Vincenza Faraco che ha presentato l’approccio delle 3 R ‐ Ridurre, Riutilizzare e Riciclare‐ come la chiave di volta per superare l’emergenza generato dalle plastiche e consentire uno sviluppo verso il green, in accordo alla gerarchia di azioni da intraprendere per la gestione dei rifiuti, in cui si dà priorità nell’ordine alla riduzione della produzione, al riutilizzo e al riciclo, considerando invece il recupero energetico l’ultima via di smaltimento applicabile.

Come riportato dalla Faraco ‘l’approccio delle 3 R deve ispirare tutti i comportamenti della nostra vita quotidiana ed è alla base dell’economia circolare, il modello economico sostenibile per l’evoluzione dell’economia globale che prevede l’utilizzo di materie prime rinnovabili trasformate con processi che rispettano l’ambiente ed è finalizzata a riutilizzare i sottoprodotti e i rifiuti dei processi come materie prime di un altro processo chiudendo così il cerchio, e prevenendo o minimizzando la produzione di rifiuti.’

L’evento dopo i saluti istituzionali dell’assessore all’ambiente Raffaele Del Giudice, ha previsto ‘conversazioni’ sul problema delle plastiche e sulle soluzioni che si possono adottare con esperti: Serena Carpentieri ‐ vicedirettrice e responsabile campagne Legambiente, Mario Malinconico ‐presidente ATIA‐ISWA Italia, Antonio Furiano ‐Vice Presidente Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, di cui Corepla è tra i soci fondatori, Alfonso Campitelli ‐ Delegato Assobioplastiche e AD Re.Ma.Plast., Vincenzo Conte responsabile area operativa Erreplast S.r.l ‐SRI, Francesco Della Corte ‐presidente Fare Ambiente Campania, Guglielmo Trupiano direttore Europe Direct Lupt ‘Maria Scognamiglio’. Legambiente ha enfatizzato la grande attenzione che i governi italiani ed europei stanno recentemente dedicando al problema dei rifiuti in mare, evidenziando che il nostro Paese ha un’indiscussa leadership normativa, avendo messo già al bando gli shopper di plastica (da gennaio 2018), i cotton fioc (da gennaio 2019) e le microplastiche nei cosmetici (da gennaio 2020). In questo ambito, la discussione si è concentrata sulla ‘Single Use Plastics (SUP)’, la proposta della Commissione europea del 28 maggio del 2018 che vieta i monouso, votata a stragrande maggioranza dal parlamento europeo Il 24 ottobre u.s., e sull’importanza della sensibilizzazione dei cittadini per ridurre l’abuso dei monouso.

In questo ambito, si è discusso anche di quali possono essere gli effetti della SUP sul settore del compostabile in Italia. Come commentato da Vincenza Faraco ‘La proposta della Commissione europea che vieta i monouso segna un passo importante nella salvaguardia dell’ambiente ma boccia anche il compostabile con tutti i suoi vantaggi. Tra i prodotti vietati figurano infatti anche le stoviglie in plastica compostabile che possono degradarsi del 90% in soli 3 mesi ‐a differenza delle plastiche fossili che possono richiedere fino a 1000 anni‐ e a fine vita possono essere trasformate in compost, tramutando così un rifiuto in un bene, che si usa infatti come terriccio per le piante.’ Il contributo del rappresentante di Assobioplastiche, si è sviluppato pertanto intorno al tema del percorso tutto italiano che vede in simbiosi il settore delle bioplastiche con il sistema di raccolta differenziata della frazione organica. Simbiosi che crea sviluppo, grazie ad una filiera industriale che da sola, senza contare l’industria del compostaggio a valle, vale circa 500 milioni di euro, con oltre 2.000 addetti dedicati. Relativamente, poi, al dibattito in corso intorno alla direttiva SUP, volta a ridurre l’utilizzo di prodotti monouso, Campitelli ha evidenziato le opportunità offerte dai manufatti biodegradabili e compostabili quali utili strumenti di gestione dei rifiuti urbani biodegradabili e rappresentazione tangibile della transizione verso modelli di bioeconomia circolare.

Durante l’evento, Antonio Furiano ha descritto lo stato dell’attuale sistema di gestione degli imballaggi in plastica nelle diverse regioni di Italia con Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica, che nel 2017 ha raccolto in maniera differenziata più di un milione di ton con una media nazionale di 17,7 Kg/abitante ed avviato a riciclo 590 kton di rifiuto selezionato, che sommate alle 400 kton riciclate dal circuito dei riciclatori indipendenti hanno portato al raggiungimento di un obiettivo del 43,5 % (a fronte dell’obiettivo vigente del 50% al 2025). In Campania, in particolare esiste uno tra i principali impianti per la raccolta e la selezione dei rifiuti di imballaggi in plastica rappresentata da Società Recupero Imballaggi (SRI) con 55,000 tonnellate/anno di imballaggi in plastica selezionati e uno dei principali impianti per il riciclo dei contenitori per liquidi in plastica in PET (bottiglie di acque minerali) Erreplast S.r.l con 20,000 tonnellate/anno di bottiglie PET riciclate.

Tuttavia, come commentato dalla Faraco, ‘si tratta di una percentuale che va aumentata per raggiungere l’obiettivo del 90% della raccolta per il riciclo delle bottiglie in PET al 2025, che la SUP precede di introdurre. Inoltre, esiste una grossa percentuale di imballaggi non riciclabili ed è necessario migliorarne la riciclabilità, operando sia a monte nella fase di progettazione con l’eco‐design sia a valle in quella di selezione.’ ATIA‐ISWA Italia‐ sottolineando il ruolo che le plastiche hanno svolto nello sviluppo dell'economia mondiale, ha rimarcato come i tecnici dell'associazione sono fortemente impegnati al miglioramento della gestione del fine vita delle plastiche, anche sui tavoli governativi e normativi. Un dialogo continuo con i riciclatori affinché migliori la qualità della plastica proveniente dalla raccolta differenziata e sottoposta al trattamento per l'ulteriore separazione e decontaminazione consentirà di accoppiare agli eccezionali numeri della raccolta numeri altrettanto importanti nel riutilizzo e riciclo, rendendo marginale il ricorso alla valorizzazione energetica, secondo i dettami della legislazione europea.

Una parte delle conversazioni è stata anche dedicata all’educazione ambientale nelle scuole e alle misure di sensibilizzazione realizzabili con i centri Europe Direct. Inoltre, sono state presentate nuove iniziative per uscire dall'emergenza della plastica e si è lanciato il CONTEST per gli studenti universitari per la raccolta di idee sul tema di una “nuova economia fuori dall’emergenza plastica” che verrà realizzato in sinergia con le altre università a partire da quelle campane. Le conversazioni, moderate da Vincenza Faraco, sono state intervallate da pillole musicali che trattano temi vicini alla natura a cura del trio Virginia Sorrentino ‐ voce Alessandro Castiglione – chitarra Marco de Tilla ‐ contrabbasso. A disposizione dei partecipanti nel chiostro un percorso in cui si sono state mostrate 'le strade per uscire dall’emergenza della plastica'. Nel corso dell’evento è stata allestita una esposizione di creazioni realizzate con il recupero di materiali a cura di Paolo Valerio. L’evento ha visto una numerosa e attenta partecipazione dei cittadini e anche di una sessantina di studenti di scuole di secondo grado e di scuole superiori e studenti universitari. 

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