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Influenza A

"Se mio figlio si ammala la denuncio" Viaggio nella psicosi del virus nelle scuole

Già da settembre molti dirigenti degli istituti sono stati minacciati nel momento di decidere se lasciare chiuse o riaprire le scuole nonostante l'allarme prodotto dalla diffusione dell'influenza A. Oggi, a virus conclamato, alcune scuole cominciano ad essere disertate e le uscite didattiche rimandate. Viaggio nelle piscosi da influenza A delle scuole di Napoli

Stando a quanto dicono gli esperti almeno 700 mila italiani sono risultati positivi al tampone dell’H1N1, di questi, 200mila sono bambini sotto i 14 anni.

Sono proprio i giovanissimi ad essere, insieme agli insegnanti, tra i soggetti più a rischio, come ha dichiarato nei giorni scorsi il direttore della Clinica per le malattie dell’apparato respiratorio dell’Università Federico II di Napoli, Alessandro Sanduzzi: “È più facile che il contagio avvenga tra gli studenti: i ragazzini, per esempio, portano spesso penne e matite alla bocca, possono stare a diretto contatto con un compagno di classe con l’influenza, difficilmente si lavano con cura le mani a scuola. E anche i docenti sono esposti maggiormente all’influenza”.

Da metà settembre, quando si è trattato di ritornare sui banchi di scuola, non sono mancate, in moltissimi istituti del capoluogo campano, assemblee di studenti per decidere se fosse rischioso o meno entrare in classe. Molti dirigenti scolastici sono stati addirittura minacciati dai genitori. «Se mio figlio si ammala la denuncio. E per non farlo ammalare deve chiudere la scuola»: in molti hanno pronunciato questa frase spaventati dalla possibilità di contagio.

Quindi è soprattutto per tutelare i più esposti che nell’ultimo periodo si stanno intensificando le misure preventive nelle scuole. Sono raddoppiati i turni di pulizia dei bagni, li si disinfetta anche dopo l'intervallo, e non solo a fine lezione.

La psicosi non ha risparmiato l'Itis “A. Volta” dove per diversi giorni ben mezza scuola non è entrata per un caso di influenza A e nemmeno il quartiere Soccavo, dove è stato confermato un caso alla scuola media Pirandello.

Ma la situazione non sembra migliorare. In molte scuole si è deciso di rinviare le uscite didattiche. Al liceo classico Umberto, infatti, il viaggio d'istruzione previsto tra fine novembre e inizio dicembre è stato rimandato: «Viste le preoccupazioni dei genitori - afferma il dirigente Ennio Ferrara - e considerato che proprio in quelle settimane dovrebbe esserci il picco della diffusione della nuova influenza, abbiamo differito il viaggio in attesa di una regressione del virus. Magari in primavera».

Disdetti i pullman e persi i soldi anticipati all'Istituto comprensivo Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio, dove i genitori non vogliono più saperne di mandare i figli a teatro o al circo.
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