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Letargo

La storia di Marco

Negli ultimi 5 anni ho rincorso. Ho volato. Ho saltato. Ho saltato Natali e ricorrenze per rincorrere i miei sogni, i miei obiettivi. Ho vissuto gli ultimi anni in giro per il mondo, respirando culture diverse e mangiando mozzarelle in busta (di plastica).Ed ora che sono tornato in Italia, paradossalmente, mi devo fermare.

Ebbene si, dopo lunghi mesi parlando una lingua straniera mi ritrovo a parlare dialetto ogni giorno, a casa mia .
Questa volta non è una mia scelta! O forse si? Prima di questo virus che ha intrappolato il globo avevo la necessità di concedermi un break, proprio al momento giusto.

Ora che tutti hanno più tempo per riflettere, io mi trovo sulla mia terrazza, riscaldato da questo bel sole primaverile, sorseggiando un caffè cremoso e pensando a cosa avverrà dopo. Il verbo che più và in contrasto con il termine “quarantena” ma che ha un significato legittimo è : EVADERE.

Ma la prima cosa che farò, appena tutto questo sarà finito, sarà finalmente stare a casa mia, in Italia, a parlare di cibo ogni giorno senza che nessuno ti guardi in modo strano, abbracciare le persone e portare in alto il nome di questo popolo da cui mi ero allontanato troppo. Oggi sono in letargo, ma tra qualche settimana sbadiglierò e mi presenterò alla nuova Italia che verrà.
Il figliol prodigo é tornato. Marco

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