Xeno contro Covid: sperimentazione alla Federico II

Per la prima volta in Italia per sanificare gli ambienti a rischio contaminazione sarà impiegata luce ultravioletta in collaborazione con l'azienda napoletana Sams guidata da Marcello e Giovanni Gentile

A Napoli, presso l'Azienda ospedaliera universitaria federiciana, per la prima volta, per sanificare gli ambienti a rischio contaminazione da CoVid sarà impiegata luce ultravioletta allo Xeno, grazie alla collaborazione con l'azienda napoletana Sams, attiva nel campo delle sanificazioni ambientali, che ha messo gratuitamente a disposizione le apparecchiature necessarie. 

L'efficacia in laboratorio della tecnica, contro patogeni, microrganismi e batteri, è stata ampiamente dimostrata da test clinici, effettuati presso i laboratori dell'Istituto di Virologia D. I. Ivanovsky del Ministero della Salute della Russia.  

La sperimentazione partirà dall'Edificio 19 dell'Azienda Ospedaliera Universitaria della Federico II,  in ambienti dove hanno soggiornato pazienti Covid-19 positivi. A seguirla la Prof.ssa Maria Triassi, ordinario della Cattedra federiciana di Igiene Generale ed Applicata del Dipartimento di Sanità pubblica e, per la Sams, dalla biologa Antonietta Rossi, l'AD Giovanni Gentile e il direttore generale Marcello Gentile.

Rispetto ad altri sistemi di sanificazione, la tecnica allo Xeno presenta molteplici vantaggi tra cui:

  • 1) 99,9% di efficacia dell'azione biocida, nei confronti del Covid 19 come di tutti gli agenti patogeni. Le macchine sono dotate di un sistema di reporting e controllo sui cicli di sanificazione che consente di riscontrare data, ora, luogo, operatore, cliente, stanza trattata e ciclo di sanificazione impostato, consentendo così di dimostrare sia il lavoro eseguito  che il rispetto del progetto di sanificazione.
  • 2) sanificazione completa, perché il fascio di luce delle radiazioni ultraviolette si propaga in tutto l'ambiente di lavoro e colpisce, necessariamente, tutta l'aria e tutte le superfici presenti, senza necessità di spostare mobili o suppellettili 
  • 3) rapidità di intervento che, in base alle caratteristiche degli ambienti, dura da pochi secondi ad alcuni minuti
  • 4) il trattamento non lascia residui da agenti chimici o gassosi che, nel tempo, potrebbero causare danni sia alla salute che ad apparecchiature, arredi o documenti 

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