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Martedì, 18 Giugno 2024
Alimentazione

Le cinque radici che combattono il reflusso gastroesofageo

Per contrastare questo disturbo così fastidioso, oltre a seguire una dieta equilibrata e povera di grassi, si può intervenire a tavola con il consumo di alcune radici. Vediamo quali

Battezzata “malattia del terzo millennio”, il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto fastidioso che comporta la risalita del contenuto acido dello stomaco nell’esofago. I sintomi “tipici” che lo caratterizzano sono bruciore di stomaco, acidità e rigurgito di contenuto gastrico, talvolta sino alla bocca. Oltre a questi si possono anche presentare sintomi cosiddetti “atipici”, come tosse secca stizzosa, attacchi di asma, raucedine, abbassamento della voce, necessità di schiarirsi sempre in gola e problemi di insonnia. Questa patologia è in crescita, anche tra i più giovani, in tutti i paesi europei dove interessa dal 10% al 20% della popolazione. Le ragioni sono da ricercarsi negli stili di vita (poca attività fisica, abuso di tabacco, ecco di alcol, ecc), nell’alimentazione, ma anche in stati d’ansia e stress, fattori che giocano un ruolo tanto importante quanto la familiarità e le disfunzioni anatomiche o funzionali.

Per combattere i disturbi della digestione come il reflusso gastroesofageo, oltre a seguire una dieta equilibrata e povera di grassi, si può intervenire con il consumo di alcune radici, come la Scorzanera, il Kuzu, lo Zenzero, la Curcuma e il Topinanbur. A suggerirle a NapoliToday è il nutrizionista Marty Fierro.

1) La radice di Scorzanera

La scorzanera è un ortaggio poco conosciuto, ma dalle numerose proprietà. Appartiene alla famiglia delle Asteracee, di cui fanno parte anche i carciofi, il topinambur e i girasoli. La parte commestibile della pianta sono le radici, che hanno un sapore amarognolo ma gradevole, e possono essere consumata a tavola in diversi modi, quasi sempre cotte. La scorzonera è in generale un’ottima alleata della salute perché ricca di vitamine e sali minerali, e vanta numerosi benefici per l'intero organismo. Tra questi, migliora la circolazione sanguigna, la crescita e la qualità dei capelli e favorisce digestione e il transito intestinale. E’ considerato, per questo, un ottimo rimedio contro il reflusso gastroesofageo.

2) La radice di Kuzu

Il kuzu (o kudzu) è una pianta selvatica rampicante, appartenente alla famiglia delle leguminose. Dalle radici si estrae l’amido con cui si prepara una sorta di farina, solubile e digeribile, che si presenta sotto forma di piccole zolle bianche. Proprio nella radice da cui si ricava il kuzu sono stati trovati oltre 50 composti chimici, tra cui gli isoflavoni (fitonutrienti con azione antiossidante), molto utilizzati nel trattamento delle malattie cardiovascolari e del diabete. Non solo, la radice di kuzu è considerata un vero e proprio gastroprotettore naturale: svolge un’azione antinfiammatoria e disinfettante sulla mucosa intestinale agendo direttamente sui succhi gastrici e riducendo così dolori e bruciori allo stomaco. E’ dunque è un toccasana per chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, colon e intestino irritabile, e ulcere.

3) Lo Zenzero

Lo zenzero (o ginger) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae. È dotato di rizoma (la radice dello zenzero), ovvero, una modificazione del fusto con principale funzione di riserva, che viene spesso utilizzata per aromatizzare i piatti e per bevande calde e tisane. Grazie alle sue proprietà antibiotiche, lo zenzero è un valido alleato di stomaco, intestino, cuore e apparato circolatorio. E’ efficace contro l’inappetenza, la digestione lenta, la gastrite, la flatulenza, il meteorismo e il gonfiore intestinale per le proprietà carminative. Con lo zenzero si possono trattare disturbi come il mal d'auto, il mal di mare, la nausea mattutina. Non solo, lo zenzero risulta essere utile anche contro l'alitosi: può essere d'aiuto, infatti, sorseggiare acqua calda bollita per 10 minuti con zenzero fresco, un rimedio che favorisce la digestione e contrasta l’accumulo di tossine e la fermentazione batterica.

4) La Curcuma

La curcuma è una spezia indiana dal colore giallo-arancio e dall’aroma penetrante, ricavata dalle radici della Curcuma Longa (pianta tropicale della famiglia delle Zingiberacee), che vengono fatte prima bollire per parecchie ore, poi essiccate in grandi forni, e successivamente schiacciate fino a quando non diventano polvere. In Occidente viene utilizzata soprattutto in cucina, nell'alimentazione sana e naturale. Il suo gusto forte e lievemente amarognolo la rende perfetta per alcuni piatti (come zuppe, insalate di cereali, salse, ecc), ma anche per alcune bevande come il Golden Milk (o latte d’oro), famosa bevanda indiana a base di latte e curcuma. Ma oltre ad essere saporita, la curcuma è anche ricca di numerose proprietà benefiche per l’intero organismo. In particolare, è una sostanza naturale procinetica che aiuta la motilità delle alte vie dell'apparato digerente e può migliorare i sintomi del reflusso gastro-esofageo. Quindi è fortemente consigliata a chi soffre di questo disturbio.

5) Il Topinanbur

Chiamato anche rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme, il topinambur è un tubero molto consumato nell’antichità, riapparso solo da qualche anno nei nostri supermercati. Si tratta di un tubero dalla forma irregolare originato dalla parte radicale della pianta Helianthus tuberosus L. (un cugina del girasole). La parte del topinambur che si utilizza è il tubercolo che ha una polpa, bianca o gialla, e si cucina un pò come la patata, ma a differenza di questa non contiene amido. Invece, il suo sapore dolciastro, è simile a quello del carciofo. Ma oltre ad essere buono e molto versatile in cucina, è un tubero anche ricco di benefici, oltre che povero di calorie. Tra le sue proprietà più importanti c’è l’inulina: un tipo di zucchero capace di rafforzare la flora intestinale e inibire l'appetito prolungando il senso di sazietà. Non solo, questa radice aiuta anche la digestione e protegge lo stomaco, per questo è particolarmente indicata in caso di reflusso gastroesofageo e bruciore di stomaco.

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