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Assia Fiorillo e la canzone Anna, quando la storia di una detenuta diventa universale per tutte le donne (VIDEO)

La cantautrice napoletana racconta l’ispirazione del brano lanciato nel video clip, nato durante il lavoro fatto con alcune detenute dei penitenziari di Fuorni e Pozzuoli durante le riprese di Caine di Amalia De Simone

Una ricerca artistica e, soprattutto, umana in cui musica e sociale procedono a unisono. E’ questa la strada maestra che nell’ultimo anno ha scelto intraprendere la cantautrice napoletana Assia Fiorillo. Sotto questo impulso creativo, a gennaio scorso, lancia il suo album Assia che riscuote premi di risonanza nazionale nel cantautorato italiano.

Sicuramente, essere una musicista donna che vuole lasciare un segno di verità come cantautrice in Italia è una sfida perché ci sono ancora strade fatte da strettoie che ne complicano l’ingresso, questo si sente in ogni nota suonata, cantata e composta da Assia Fiorillo e in questo album si avverte, perché anche laddove non è evidente è un inno all’universo femminile e alle battaglie quotidiane o straordinarie che le donne affrontano, dove i pregiudizi e quel giudicare un libro dalla copertina sembrano essere all’ordine del giorno.

Ma sfide e altri pregiudizi sono anche di altro genere e incontrano le storie delle detenute di due penitenziari della Campania che sono state protagoniste del documentario Caine, della giornalista Amalia De Simone, dove Assia Fiorillo ha collaborato in prima linea. Quest’esperienza ha avuto un impatto sulla produzione finale dell’album Assia.

Ispirazioni nate dal carcere

Andato in onda su Rai 3 e visibile sulla piattaforma di Raiplay, Caine di Amalia De Simone racconta le storie di alcune detenute di Fuorni a Salerno e di Pozzuoli, che vanno al di là delle sbarre, al di là della pena da scontare dove si focalizza sia sul vissuto di queste donne che sulla vita carceraria. Qui entra in gioco Assia Fiorillo e la sua musica, facendo ponte tra queste donne e la cinepresa della De Simone.

Un lavoro che è durato mesi dove l’empatia e il talento musicale della Fiorillo, in qualche modo si sono messe a servizio di queste donne conosciute attraverso quest’esperienza che Assia non esclude di continuare, ma che ha scatenato anche la sua ispirazione.

Decide di aprire e chiudere questo album con due canzoni nate da questo viaggio umano rappresentato da Caine e decide di raccontare le donne conosciute attraverso la sua musica, perché la musica può lenire quelle ferite dell’anima che si portando dietro.

Nascono  Io sono te che apre l’album, e Anna che invece lo chiude, entrambe composte mentre si girava Caine in carcere: “Sono canzoni ricche delle suggestioni del vissuto e dei sentimenti delle donne detenute con cui passavamo le giornate” dichiara Assia Fiorillo.

Anna, specchio di tutte le donne

Io sono te è stato lanciato con un videoclip vicino all’uscita dell’album Assia, mentre Anna ha visto una gestazione diversa con la distribuzione di un video girato da poco e distribuito sulle piattaforme alcune settimane fa.

Più che un videoclip, Anna è un piccolo film girato da Ivan Mazzone che segue le storie di tre donne le storie di tre donne e di tre solitudini. Perché la solitudine della donna spesso è accompagnata da responsabilità, quella che evidentemente altri si scrollano di dosso. Tre donne diverse ognuna con le sue lotte e sofferenze da affrontare dove spiccano la maternità, l’amore ma anche la difficoltà di comunicare. Nella loro diversità, tutte loro hanno la speranza di un futuro migliore che solo la vita sa donare

Per quanto la storia rappresentata nel video clip non abbia nulla a che vedere con le vicende delle detenute, Anna è dedicata a una detenuta che Assia Fiorillo ha conosciuto durante le riprese di Caine, una donna che ha perso un figlio perché è stato dato in adozione dall’autorità giudiziaria quando lei è stata arrestata: “Quando ho cominciato a cantarla nei live mi sono resa conto che quelle frasi, quelle immagini, quelle note appartenevano anche ad altre donne e ad altre storie perché c’è uno strano filo conduttore nell’universo femminile che non sempre è naturale, anzi è quasi sempre indotto dalla società, dalla storia e dalla evoluzione o involuzione antropologica, tanto è vero che nei confronti del femminile c’è sempre una voce giudicante. Ce lo dimostrano anche le cronache e i dibattiti di questi giorni. Anna è di tutte le donne”.

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