Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Scuola, a San Giovanni orario ridotto: "Mancano maestre e collaboratori"

La Vittorino da Feltre riapre ma senza i banchi né il personale promessi dal Ministero. La preside: "Non mantenute le promesse, andiamo avanti con l'entusiasmo del personale e dei ragazzi". Nell'aprile 2019, all'esterno scuola ci fu un agguato di camorra: "Nulla è cambiato"

 

Non vedevano l'ora di rientrare a scuola e non potendo toccarsi, per le norme anti-Covi, gli alunni della Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio sono stati uniti l'un l'altro da un bastoncino con all'estremità una mano di legno perché, come spiega la preside Valeria Pirone "...non volevamo perdere l'idea di accompagnare questi bambini fin dal primo giorno. Eravamo tutti emozionati, sia noi che loro". 

Questo istituto comprensivo è di quelli che si definirebbero di frontiera viste le difficili condizioni ambientali. Nell'aprile 2019, il Rione Villa fu scosso da un agguato di camorra. A pochi passi dall'ingresso della scuola elementare, in pieno giorno, Luigi Mignano fu ucciso mentre accompagnava il nipote. Uno dopo l'altro, nel Rione Villa sfilarono il presidente della commissione antimafia Morra, il presidente della Camera Fico e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si susseguirono messaggi di vicinanza e promesse di sostegno a quello che è a tutti gli effetti un presidio di legalità. Anche de Magistris promise investimenti: "A mesi di distanza - afferma la dirigente - devo dire che è stata solo una passerella perché non è cambiato nulla. Il rione è abbandonato e le forze dell'ordine sono assenti". 

Succede, così, che la scuola incensata da mezzo Governo, debba cominciare l'anno scolastico, questo anno scolastico, a tempo ridotto: "Non abbiamo ricevuto nemmeno un banco monoposto - spiega la Pirone - dicono che arriveranno, ma non sappiano quando e siamo già a fine settembre. Ci stiamo arrangiando con quello che avevamo, ma non è sufficiente. Il tasto dolente è quello del personale. Ci avevano assicurato dodici collaboratori e noi abbiamo aperto due nuovi varchi di accesso. Non è arrivato nessuno e quei varchi ora non sono presidiati. Manca chi dovrebbe sanificare i locali che abbiamo trasformato in aule. Mancano anche gli insegnanti, me ne hanno affidati solo quattro in più, uno per ogni plesso. Così non vado da nessuna parte. Il paradosso è che abbiamo meno di quello che avevamo lo scorso anno". 

In un quartiere come San Giovanni, meno ore a scuola significa più ore in strada. Uno scenario ben diverso da quello prospettato solo un anno fa dai maggiori rappresentanti istituzionali: "Avevamo tutti voglia di cominciare. Per quello che stiamo facendo dobbiamo ringraziare solo l'entusiasmo dei ragazzi e del personale. Avremmo voluto accogliere gli alunni al meglio della capacità organizzativa. Invece, ci sentiamo abbandonati". 

Potrebbe Interessarti

Torna su
NapoliToday è in caricamento