Pulizie Asl Napoli 1, scontro tra appalti: lavoratori in ansia

Due gare per lo stesso servizio. Consorzio servizi integrati, vincitore di un appalto Consip, ha presentato istanza all'Azienda sanitaria che, però, da dicembre ha affidato il lavoro ad altre due ditte. Sulla graticola circa 900 operai

Un’istanza presentata contro la Asl Napoli 1 centro per il servizio di pulizie dei distretti. A presentarla, Consorzio servizi integrati vincitore di una gara Consip. Sembra stia per arrivare il momento dello scontro legale sul caos appalti. Fino a oggi, Napolitoday ha raccontato come, al momento, esistano due appalti assegnati. Uno da 135 milioni di euro bandito dall’Asl nel 2018 ed entrato in vigore soltanto a dicembre 2020; l’altro da 140 milioni di euro pubblicato da Consip, organo appaltatore centralizzato dello Stato, assegnato a settembre 2020.

Già a dicembre, Napolitoday aveva chiesto ai due enti, senza ottenere risposta, come pensassero di uscire dallo stallo burocratico. Nel frattempo, le due aziende vincitrici dell’appalto Asl, la Romeo Gestioni e la Consorzio meridionale, hanno cominciato a lavorare tra mille difficoltà. A più riprese, i lavoratori hanno denunciato ritardi negli stipendi, la mancanza di dispositivi di protezione anti-covid e la mancata assunzione di alcuni dei circa 900 lavoratori impiegati nel servizio da dodici anni, come invece previsto dalla clausola sociale.

Adesso, alla porta dell’Asl bussa anche Consorzio servizi integrati, società vincitrice dell’appalto Consip. Nell’istanza presentata, il legale rappresentante di Csi comunica che la stipula della convenzione è avvenuta il giorno 21 gennaio e intima all’Azienda sanitaria di regolarsi di conseguenza. Il che vuol dire, come si legge più avanti che “…la prosecuzione dei contratti in essere risulta illegittima e che il Consorzio è pronto a ricorrere alle vie legali”.

Al centro di questo pasticcio burocratico, ci sono i 900 lavoratori. Per far scattare la clausola sociale che garantirebbe il passaggio di cantiere in caso di subentro di Csi, avrebbero bisogno di 4 mesi di anzianità con le aziende attuali. Al momento, invece, hanno accumulato poco più di una sola mensilità e tremano per il loro futuro lavorativo. Consip e Asl continuano a trincerarsi dietro un silenzio che, di fronte all’attesa di 900 famiglie, forse andrebbe rotto.

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