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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Caos appalti pulizie nell'Asl Napoli 1 centro: 900 lavoratori in bilico

Per lo stesso servizio sono state aggiudicate due gare: una da parte dell'Azienda sanitaria, l'altra da Consip, soggetto attuatore dello Stato per gli appalti pubblici. In gioco ci sono quasi 300 milioni

Novecento lavoratori sul filo del rasoio, un appalto appena affidato che rischia di saltare e quasi 300 milioni di euro di soldi pubblici in ballo. Dopo 12 anni di deroghe e proroghe non trova pace il servizio pulizie nei distretti dell’Asl Napoli 1. Il 16 dicembre l’Azienda sanitaria lo ha affidato a due ditte vincitrici di un bando del 2018: Romeo Gestioni e Consorzio meridionale per una cifra totale di circa 140 milioni di euro. Fin qui nulla di strano, se non fosse che per lo stesso servizio, il 29 settembre 2020 la Consip, soggetto attuatore per gli appalti pubblici, avesse aggiudicato un’altra gara al consorzio CSI, per un valore di 135 milioni. Uno dei due bandi sembra di troppo.

DODICI ANNI DI DEROGHE

E’ necessario fare un passo indietro. Napolitoday ha raccontato nei mesi scorsi la confusione che ruota intorno al servizio di pulizia dei locali dell’Asl. Con un appalto scaduto nel 2008, per i successivi 11 anni l’Ente ha deciso di rinnovare mese per mese l’incarico allo stesso Ati composto da quattro società. Nel 2018, poi, l’Asl ha indetto un nuovo bando, vinto dalla Romeo Gestioni, ma bloccato dai ricorsi dei perdenti, tra cui Consorzio Meridionale.

Mentre si consumava la controversia legale, l’Asl ha proseguito sulla strada delle proroghe alle quattro ditte, due delle quali, Esperia e Samir, colpite da interdittiva antimafia. Dopo una denuncia di Napolitoday, nel febbraio 2020, l’Asl ha escluso queste due società, affidando l’intero lotto da 2,5 milioni di euro mensili alle superstiti Epm e Gesap.

Nel frattempo, sull’appalto del 2018 la giustizia ha stabilito venisse diviso tra le due società contendenti: il lotto 1, i distretti sanitari, valore 87 milioni, a Consorzio meridionale; lotto 2, riguardante l’ospedale del Mare, valore 53 milioni, a Romeo Gestioni.

IL  NUOVO APPALTO ASL DA 140 MILIONI

Le due aziende hanno cominciato a combattersi a furia di ricorsi, fino al 29 settembre 2020, quando la gara Consip, ferma da tempo, è stata sbloccata e aggiudicata a CSI. A quel punto, i due litiganti, hanno deciso di accettare i rispettivi lotti. Il 16 dicembre sono entrate in servizio e i 900 lavoratori di Epm e Gesam, come da clausola sociale prevista nel contratto, sono stati trasferiti alle due nuove società. In poche settimane si è fatto quanto non veniva realizzato da 12 anni. Una corsa, però, che potrebbe risultare vana perché nelle stesse settimane anche CSI, forte della convenzione Consip, ha convocato i lavoratori.  

L'APPALTO CONSIP DA 135 MILIONI

Preso atto che la pubblica amministrazione non potrà pagare due appalti per lo stesso servizio, ad Asl Napoli 1 Centro e a Consip avremmo voluto chiedere quale dei due appalti prevarrà. L’Asl ci ha comunicato di non voler rilasciare dichiarazioni. La Consip, al momento, non ha risposto. Un altro aspetto su cui riflettere è il valore economico delle due gare. Quella dell’Asl ammonta a 140 milioni per la pulizia dei soli distretti dell’Asl Napoli 1 più l’Ospedale del Mare; quella di Consip, invece, per soli 135 milioni, 5 in meno dell’altra, copre Asl Napoli 1, Napoli 2 Nord, l’Azienda ospedaliera dei Colli, Avellino, Benevento, Caserta e le province pugliesi di Bari, Barletta, Andria e Foggia. Com’è possibile una tale disparità di prezzi? Anche su questa domanda, nessuna risposta.

IL RISCHIO PER I LAVORATORI

Oltre al caos burocratico, esiste un pericolo per i lavoratori che in caso di prevalenza di Consip sull’Asl potrebbero perdere tutto. La clausola sociale, infatti, prevede l’obbligo da parte dell’azienda subentrante di assorbire i lavoratori che abbiano 4 mesi di anzianità. Un requisito che i 900 operatori non hanno avendo firmato il nuovo contratto a metà dicembre 2020. Ci sarebbe da capire come mai si sia proceduti all’assegnazione del servizio a Romeo gestioni e Consorzio Meridionale quando si era già a conoscenza della gara Consip, peraltro molto più conveniente. C’è da chiedersi anche se la prevalenza di un appalto sull’altro porterà a nuove controversie legali, con aggravio dei costi per la pubblica amministrazione.

Di chiunque siano le responsabilità, resta l’incertezza per 900 famiglie che da 11 anni attendevano la stabilizzazione di un rapporto di lavoro, prorogato mese dopo mese, e che invece, adesso, potrebbero vedere dissolte le loro speranze.

(Musica da www.bensound.com)

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