Venerdì, 24 Settembre 2021
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Redazione NapoliToday

È stata la mano di Dio di Sorrentino e Qui rido io di Martone in Concorso a Venezia 78

I due registi napoletani sono tra i due dei cinque film italiani in concorso al Festival di Venezia che sarà il primo grande evento in Italia a provare il Green Pass. Insieme alle star internazionali molti i napoletani presenti anche Silvio Orlando e un adattamento tratto dalla Ferrante

Una gran fetta di Napoli sarà presenta alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si svolgerà dal 1 all’11 settembre. Oltre a Serena Rossi che sarà la madrina di Venezia 78 saranno quattro i film girati a Napoli e in Campania tra concorso e fuori concorso, tra questi c’è Paolo Sorrentino con E’ stata la mano di Dio prodotto da Netflix.

Per i giornalisti e gli addetti ai lavori, il programma di quest’edizione del festival, sulla carta, è splendido con una numerosa presenza di film che rappresentano i cinque continenti e che qualitativamente si presentano superiori alla media.

Le grandi major americane hanno aderito testimoniando la presenza delle star che ritornano al Lido dopo l’assenza avvertita l’anno scorso, a dimostrazione che dall'autunno ci saranno le grandi uscite in sala rimandate dalla Pandemia.

Paolo Sorrentino, Toni Servillo ed Elena Ferrante

E’ da giorni che si parla che E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino sarebbe stato in concorso a Venezia 78. Dopo molti anni il regista premio Oscar ritorna a girare a Napoli per raccontare un momento doloroso della sua vita: la morte dei suoi genitori avvenuta durante la sua infanzia. Per questo affresco degli anni ‘80 cadenzato dall’arrivo di Maradona in città, l’amore per il cinema, la perdita e la famiglia, Sorrentino ha voluto Massimiliano Gallo, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri e Toni Servillo, suo attore feticcio.

Toni Servillo potrebbe essere l’icona di quest’anno del festival essendo protagonista di altri due film. Sarà ancora in concorso con Qui Rido Io di Mario Martone dove giganteggia in questa ricostruzione d’epoca che mette al centro la storia di Eduardo Scarpetta, grande attore comico e commediografo della Napoli dei primi del '900 e padre dei fratelli De Filippo. “Qui rido io è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù. Lui era re del botteghino. Il successo lo ha reso un uomo ricchissimo: di umili origini si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca che nel cuore del pubblico napoletano ha soppiantato Pulcinella. Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare, composto da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo” dichiara Martone sul suo film che uscirà il 9 settembre “Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: ‘Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare, Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?’ la risposta fu ancora sempre e solo questa:‘Era un grande attore’”.

Servillo sarà anche fuori concorso accanto a Silvio Orlando in Ariaferma di Leonardo Di Costanzo in cui interpreta una guardia carceraria. Interamente girato in un carcere salernitano dove le regole tra detenuti e carcerieri sembrano perdere di senso in un film che invita alla riflessione sul ruolo delle carceri di grande attualità dopo i fatti di cronaca di santa Maria Capua Vetere.

In un’edizione dove la presenza napoletana è massiccia c’è anche Elena Ferrante vista attraverso lo sguardo dell’attrice americana Maggie Gyllenhaal che per il suo debutto alla regia con The Lost Daughter sceglie di adattare un romanzo della Ferrante, La Figlia Oscura e per il ruolo di Leda ha voluto accanto a sé Olivia Colman, premio Oscar per La Favorita e protagonista della terza e quarta stagione di The Crown. Quando ho finito di leggere ‘La figlia oscura’ di Elena Ferrante, ho capito che era stato rivelato qualcosa di segreto e di così vero, e ne sono uscita turbata e confortata allo stesso tempo.” ha dichiarato la regista e attrice. “Ho immediatamente pensato a quanto più intensa sarebbe stata l’esperienza in un cinema, con altre persone intorno. E ho iniziato a lavorare su questo adattamento”.

Almdòvar e gli altri italiani in concorso

Paolo Sorrentino e Mario Martone dovranno contendersi il Leone d’Oro con Pedro Almodòvar che aprirà il 1 settembre la Mostra con Madres paralelas, storia di due donne, Janis e Ana, condividono la stanza di ospedale nella quale stanno per partorire. Sono due donne single, entrambe in una gravidanza non attesa. Janis, di mezza età, non ha rimpianti e nelle ore che precedono il parto esulta di gioia. Ana invece è un’adolescente spaventata, contrita e traumatizzata. Janis tenta di rincuorarla mentre passeggiano tra le corsie dell’ospedale come delle sonnambule. “Nasco come regista proprio a Venezia nel 1983 nella sezione Mezzogiorno Mezzanotte” dichiara Pedro Almodóvar “Trentotto anni dopo vengo chiamato a inaugurare la Mostra. Non riesco ad esprimere la gioia, l'onore e quanto questo rappresenti per me senza cadere nell'autocompiacimento. Sono molto grato al festival per questo riconoscimento e spero di esserne all'altezza”.

Insieme a grandi autori del cinema internazionale come Almodòvar e Jane Campion che ritorna anche nei in lagna dopo diversi anni di assenza con The power of the dog interpretato da Kirsten Dunst e Benedict Cumberbatch noto per aver interpretato Doctor Strange e Sherlock Holmes, forte è la presenza del cinema italiano con cinque film nella competizione ufficiale e tre fuori concorso che mostrano quanto sia in stato di grazia il cinema italiano in un periodo complicato con cineasti di diverse generazioni che si impongono come riferimento del cinema contemporaneo. Tra loro spiccano i fratelli D’Innocenzo dopo i riconoscimenti ottenuti con il film corale Favolacce, sono per la prima volta in concorso a Venezia con il loro terzo film, America Latina che ha come protagonista assoluto Elio Germano. In concorso un altro giovane autore in rapida ascesa Gabriele Mainetti con Freaks out rimandato più volte a causa del Covid e che dopo i continui rinvii è ora premiato essendo in concorso. Dopo sei anni da Lo chiamavano Jeeg Robot tutti attendono al varco Mainetti soprattutto dopo le voci che circolano sulla lavorazione che ha alle spalle una grande forza produttiva con richiami che oscillano tra Fellini e Spielberg pur restando originale con la sua personalissima visione, ambientando nella Roma occupata del 1943 un film che fosse insieme un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e una riflessione sulla diversità dando libero sfogo alla fantasia.

Silvio Orlando e le anteprime mondiali fuori concorso

Silvio Orlando è al Festival di Venezia in due film Fuori Concorso. Oltre ad Ariaferma sarà anche nel film che chiuderà Venezia 78, Il Bambino nascosto di Roberto Andò, direttore artistico del Teatro Di Napoli. Girato in un palazzo fatiscente di Napoli, Orlando interpreta  solitario, il maestro di pianoforte di San Pietro a Majella che nasconde in casa sua il figlio di un boss della camorra. Questo film che oltre ad Orlando vede come interpeti altri volti del cinema campano come Francesco Di Leva, Gianfelice Imparato e Imma Villa, si è avvalso della collaborazione della Film Commission Regione Campania, la quale è stata fondamentale anche per la realizzazione di E’ stata la mano di Dio e di Qui Rido Io.

Attesa ci sono per le due anteprime mondiali che saranno presenti fuori concorso. In contemporanea a House of Gucci, Ridley Scott ha ultimato anche The last of duel, una storia cruenta nel medioevo francese con Matt Damon, Ben Afflek (che sono anche co scenggiatori del film) e Adam Driver.

Sarà presentato  venerdì 3 settembre alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, per poi arrivare al cinema in Italia dal 16 settembre, Dune di Denis Villeneuve, un film attesissimo il suo cast stellare e per i suoi spettacolari effetti visivi. Adattamento per il grande schermo dell’omonimo celebre best seller di Frank Herbert, il film è l’epica avventura di Paul Atreides, un giovane brillante e talentuoso,che dovrà viaggiare verso il pianeta più pericoloso dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e alla sua gente.

Il Festival di Venezia il primo evento Green Pass

Con tante difficoltà, l’anno scorso il Festival di Venezia si è svolto in presenza pur essendo sottoposto a tante restrizioni. Per Venezia 78 le restrizioni sono aumentate.

Dagli 8 mila posti delle sale tra Lido e Venezia, di nuovo si dimezza a 4 mila disponibili assegnati dopo previa prenotazione obbligatoria e poi c’è il Green Pass che dovrebbe consentire una più tranquilla mobilità.

Il festival di Venezia sarà il primo grande evento internazionale che si svolgerà in Italia a tastare il Green Pass che dal 6 agosto sarà in vigore in tutto il Paese.

Per il resto l’organizzazione resta seria e rigorosa con le norme del 2020 dove ci saranno i controlli per accedere.

Tutto sembra essere pronto sperando che ci sia un rallentamento dei contagi che permettano maggiori libertà, ma non sarebbe escluso che se i contagi dovessero incalzare la scaletta delle presentazioni potrebbero essere modificate e, di conseguenza, diminuire.

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