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Lunedì, 24 Giugno 2024

Minacce al 118, l'azienda: "Interrotto un servizio pubblico"

La Bourelly Health Service espone la sua versione dei fatti in merito alle presunte minacce subite dall'autista di un'ambulanza nel quartiere Montesanto di Napoli

"A prescindere dal tipo di aggressione, c'è stata una grave interruzione di servizio pubblico". Tiene banco da giorni la vincenda di una presunta aggressione ai danni del personale del 118 avvenuta a inizio febbraio nel quartiere Montesanto di Napoli. Stavolta, a parlare è Guido Bourelly, legale rappresentante della Bourelly Health Service, società che fornisce ambulanze al sistema sanitario regionale. 

Tutto è comunciato quando il 1 febbraio l'associazione Nessuno tocchi ippocrate denunciò che un autista di un mezzo di soccorso aveva ricevuto una precisa minaccia: "O spegni la sirena o ti sparo". Denuncia cui ha fatto seguito anche un esposto alla Procura contro Tommaso Agostinelli, residente a Montesanto. Intervistato da Napolitoday, Agostinelli ha ammesso di aver usato toni forti contro l'autista, ma nega di aver minacciato qualcuno, tantomeno di averlo fatto con una pistola. Ha aggiunto, inoltre, che la sua reazione è stata dettata dal rischio di essere investito dall'Ambulanza, che avrebbe percorso Scala Montesanto a velocità eccessiva e a sirene spiegate senza apparente motivo. 

"Non ho motivo di non credere al mio operatore - le parole di Bourelly - anche perché c'è una chiamata alla centrale operativa registrata e si è chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Il mio dipendente mi assicura di essere stato minacciato con quella espressione. Ma a prescindere dalle parole usate, stiamo parlando dell'interruzione di un pubblico servizio". 

Il titolare della ditta si rivolge anche ad Angela Parlato, consigliera della II Muncipalità, che ha avallato la versione di Agostinelli: "Se davvero era lì sul posto come ha dichiarato, avrei sperato che si sincerasse delle condizioni degli operatori". Sulla velocità dell'ambulanza e sul rispetto del codice della strada Bourelly ha una certezza: "Era in corso un servizio di emergenza. Ma anche con la fretta del caso, gli operatori rispettano il codice dela strada". 

Va aggiunto, per completezza di informazioni, che il mezzo non si stava recando in un ospedale o presso un pronto soccorso, bensì in un vicino centro privato di emodialisi. Al momento, non risultano indagini aperte a carico di Agostinelli e in mancanza di testimonianze video risulta impossibile comprendere che cosa sia realmente accaduto a Montesanto. 

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