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Cappato: "Eutanasia legale è una battaglia per la libertà"

L'esponente dei radicali, che rischia dai 5 ai 12 anni per aver aiutato dj Fabo a morire, ha presentato a Napoli il prossimo congresso nazionale dell'associazione Luca Coscioni

 

"Una legge sull'eutanasia legale significherebbe essere liberi fino alla fine, liberi di poter accedere a tutte le cure esistenti ma anche di decidere di morire se non ci sono più speranze". Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell'associazione Luca Coscioni, ha tenuto a Napoli, al Caffè Intramoenia di piazza Bellini, un incontro sul tema dell'eutanasia e sulla vicenda giudiziaria che lo coinvolge. Nei prossimi giorni, infatti, la Corte Costituzionale si pronuncerà sul processo aiuto al suicidio per il quale Cappato rischia dai 5 ai 12.

Nel 2017, l'attivista accompagnò Fabo, ridotto a poco più di un vegetale dopo un incidente, in Svizzera, dove l'eutnasia è una pratica legale. "A questa battaglia ci sono obiezioni religiose, da chi ritiene che la vita non appartiene all'uomo ma al Sacro. Poi, ci sono obiezioni più pragmatiche, come chi teme che, con una legge sull'eutanasia, anziani e diabili verrebbero abbandonati a se stessi. E' una preoccupazione che comprendo e che si combatte con la legge, non certo con la clandestinità". 

Come Fabo, sono molti gli italiani che cercano oltreconfine le risposte che la legge italiana non offre: "Succede per la fecondazione assistita, succede per le droghe, succede per l'eutanasia. In questo modo, quello che dovrebbe essere un diritto, diventa un privilegio per chi può permetterselo". 

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