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Geomappatura iniziative economiche sul territorio, l'indagine di Ance

Realizzata dall'Associazione dei costruttori di Napoli con il contributo economico della Camera di Commercio, rivela che tra meno di 50 anni la Campania perderà una popolazione pari alla attuale popolazione residente nelle province di Caserta, Benevento e Avellino

Un database delle iniziative economiche, sia pubbliche che private, in progress (ovvero in corso di realizzazione o di prossima realizzazione) sul territorio di Napoli (geomappatura) è stato messo a punto dall'Associazione dei costruttori di Napoli con l’ausilio finanziario della Camera di Commercio cittadina.

Si tratta di uno strumento definito "essenziale", destinato potenzialmente a tutto il sistema imprenditoriale della città metropolitana di Napoli nonché anche ai soggetti pubblici, che potranno utilizzare tale base informativa per le decisioni politiche ed amministrative di iniziativa economica.

I dati

L’iniziativa ha considerato, oltre naturalmente alla localizzazione delle opere, la categoria di progetto – distinguendo fra interventi singoli e interventi invece riconducibili a programmi complessi o a piani attuativi – la proprietà del bene, la natura dell’opera e le sue principali funzioni d’uso o ambito produttivo, la tipologia di intervento, la fonte di finanziamento, lo stato di avanzamento del progetto, il valore.

Le schede di sintesi relative a ciascuna opera, accessibili attraverso la piattaforma, contengono inoltre una breve descrizione dell’intervento.

Oltre la metà dei progetti è stata geo-referenziata all’interno di una mappa digitale che consente di disporre di un quadro visivo di sintesi, tale da restituire a chi interroga il data-base anche una rappresentazione immediata della distribuzione geografica delle opere.

Si tratta dunque di uno sguardo di insieme, che naturalmente potrà restringersi a determinate porzioni del territorio, in grado di far apprezzare visivamente la concentrazione dei progetti nelle differenti aree che compongono il mosaico della Città metropolitana.

Un focus particolare è stato dedicato al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che proprio nel corso della ricerca sul campo condotta nell’ambito del progetto è entrato nella sua fase attuativa.

Il contributo delle amministrazioni comunali

La realizzazione del progetto è stata impegnativa, anche alla luce del fatto che nell’ultimo decennio la divulgazione effettiva dei cosiddetti Open Data non è mai completamente decollata. "Troppo spesso, infatti - spiegano all'Acen -  i dataset messi a disposizione dagli Enti della Pubblica Amministrazione locale sono carenti, incompleti e distribuiti in formati non suscettibili di un riuso efficace. Oltre alla carenza dei dati sul web occorre segnalare come in occasione della prima raccolta di informazioni, il contributo delle amministrazioni comunali – con pochissime e meritorie eccezioni - è stato pressoché assente. Tale difficoltà o impossibilità di accesso alle informazioni ha senza dubbio influenzato la costruzione del data-base che probabilmente sottostima il numero di progetti attivi nei comuni della Città metropolitana al di fuori dei confini amministrativi del Comune di Napoli".

SiMPrE

La piattaforma realizzata attraverso il progetto – denominata Si.M.Pr.E. Sistema di Monitoraggio Progetti in Edilizia – ha la finalità di costituire una base informativa rilevante per lo sviluppo economico del territorio, in quanto in grado di informare in maniera ampia e puntuale le eventuali iniziative, che potranno andare a collocarsi in sinergia e o in concorrenza con quelle in fase di realizzazione o in progettazione.

Soglia di 7,5mln

Il data-base oggetto dell’analisi “congela” i dati raccolti al 31 marzo 2022. Per la selezione delle opere, si è definita una soglia di significatività e adottato un criterio di pertinenza. In particolare, sono stati considerati i progetti con un valore superiore ai 7,5 milioni di euro, scartando iniziative volte all’acquisto di forniture o di mezzi oppure all’erogazione di servizi.

La soglia dei 7,5 milioni non è stata considerata invece nei casi di programmi complessi, da intendere come programmi di investimento articolati in più interventi, fra loro coerenti o coordinati, quali ad esempio il progetto Centro Storico Sito Unesco o il Grande Progetto di riqualificazione del Litorale Domitio-Flegreo.

Per contro, nel caso del Pnrr, sono stati inseriti tutti i progetti beneficiari di finanziamenti a prescindere dall’importo del contributo, mentre si è mantenuta la soglia di rilevanza per i progetti candidati.

Accanto al data-base principale, che raccoglie schede relative ad oltre mille progetti, di cui circa la metà geo-referenziati, ai fini dell’analisi si è operato anche su altri due set di dati. Il primo data-set complementare comprende e classifica le informazioni e i dati relativi alle programmazioni triennali di opere pubbliche dei 92 comuni della Città metropolitana: i dati si riferiscono in realtà a una porzione dell’universo di analisi, poiché riguarda solo 55 comuni. "Ciò accade perché, nonostante gli obblighi di legge, gli altri comuni non presentano alcuna informazione o dati aggiornati sulle proprie pagine web - spiega Ance -  Questi dati sono da considerare con il beneficio dell’inventario. In molti casi, rappresentano solo desideri o intenzioni, sono il wishful thinking delle amministrazioni comunali, a volte progetti ancora a uno stadio embrionale, non ancora ben definiti o lontani dalla fase di esecutività, a volte alla ricerca di un canale di finanziamento". Per approfondire tale tema, ovvero la progettualità in capo ai comuni, è stata affiancata a questa indagine desk, condotta attraverso la ricognizione dei siti web, un approfondimento on-field realizzato attraverso interviste personali, contatti diretti, reperimento di dati primari, che ha dato vita a un secondo data-set complementare. I dati stavolta sono relativi a un campione ancora più piccolo – 6 comuni della Città metropolitana (Anacapri, Bacoli, Palma Campania, Portici, Pozzuoli, Somma Vesuviana) – ma verificati attraverso interviste condotte da uno dei ricercatori del team di progetto.

Accanto ai tre data-set – il principale e i due complementari – per un approfondimento tematico sono stati analizzati altresì i dati relativi a due campioni particolari: (a) i progetti del Piano strategico della Città metropolitana e (b) gli interventi sotto il controllo diretto dell’Amministrazione comunale di Napoli.

I numeri

Sono stati identificati 1.063 progetti. Di questi, sono stati geo-referenziati sulla mappa digitale 547 progetti .

Dei progetti localizzati, una quota dominante ricade nel territorio del Comune di Napoli (449), pari al 44% del totale. È bene ricordare come Napoli rappresenti nell’ambito della Città metropolitana quasi il 31% della popolazione e poco più del 10% della superficie. Si sottolinea il numero comunque significativo di progetti nei comuni costieri o immediatamente alle spalle del mare lungo l’asse che da Napoli conduce verso la penisola sorrentina conferma la tendenza alla concentrazione di opere lungo la linea di costa.

Esaminando l’insieme dei progetti si rileva che oltre il 40% delle opere ha carattere di ristrutturazione/riqualificazione in un territorio che esprime grande esigenza di gestione e di mantenimento dell’esistente.

Circa 450, oltre il 42% del totale, sono progetti a carattere infrastrutturale (strade, linee e stazioni ferroviarie, fognature, impianti di depurazione, etc.).

La seconda categoria, per numerosità di progetti, è rappresentata dalle opere destinate alla formazione scolastica (scuole, università, etc.), ai servizi sociali e al welfare.

Rispetto infine allo stato di avanzamento delle opere, anche stavolta escludendo dal focus i progetti che rientrano nel Piano strategico della Città metropolitana, il 19,3% è riconducibile a opere ancora in una fase di progettazione; solo il 18% dei progetti è in corso mentre per il 2,6% si è in presenza di lavori fermi o bloccati.

Significativo poi il focus sulle progettualità gestite dal Comune di Napoli, reso possibile dalla disponibilità dei dati forniti dalla Direzione generale del Comune di Napoli, che ha consentito di approfondire il tema dei programmi e delle fonti di finanziamento, tra cui quelli del PNRR. In particolare, il campione contiene dati su 304 progetti di quelli rispondenti ai criteri della ricerca. Il progetto è stato arricchito di un approfondimento sull’assetto economico e sociale della Città metropolitana di Napoli (effettuato da Svimez), che contiene l’analisi condizioni di contesto, propedeutica all’approfondimento delle progettualità nella città metropolitana di Napoli.

La città metropolitana

Partendo dalla circostanza che la Città metropolitana del capoluogo campano è un territorio vasto e densamente popolato, la principale del Mezzogiorno e la seconda Area metropolitana più popolata d'Italia, caratterizzata da un tessuto socio-economico complesso e da un mercato del lavoro statico che spinge i giovani laureati a emigrare, la disamina Svimez fornisce dati utili per la definizione di una strategia di sviluppo dell'Area metropolitana della città campana. Grazie alla disponibilità dei Fondi nazionali ed europei (POR, FSC e PNRR), agli investimenti sul corridoio Bari-Napoli e all’avvio delle ZES è possibile delineare un Piano per la ripopolazione delle aree interne e il rilancio dell'area strategica del Mediterraneo.

La ricerca evidenzia la mancanza di un assetto operativo e di un ruolo programmatorio conferito alla Città metropolitana. In particolare in riferimento al rapporto chiave, quello con la Regione di appartenenza, è facile comprendere che un chiaro ruolo programmatorio conferito alla Città metropolitana vincolerebbe la Regione all'attuazione di quel programma.

"Di fatto, Napoli, come Roma e Milano, − uniche realtà in Italia “naturalmente metropolitane” − data la loro consistenza rispetto al complesso delle Regioni di appartenenza ben presto le sovrasterebbero rendendo, nel migliore dei casi, la Regione una (utile?) appendice", scrive ANCE.

Dal confronto dell’estensione dell'Area metropolitana con gli attuali confini della Città metropolitana di Napoli appaiono evidenti i limiti di quest'ultima: essa si estende su una superficie di poco più di mille e cento kmq (pari al 58,9% dell'Area metropolitana), con una popolazione residente di circa tre milioni di abitanti (il 73,3% dell'Area metropolitana), produce un valore aggiunto delle attività extragricole non finanziarie di mercato inferiore di quasi un quarto e negli ultimi anni si è rivelata relativamente meno dinamica.

La delimitazione dall’Area metropolitana ai confini della Città metropolitana comporta l’esclusione verso Nord della zona di Aversa e la conurbazione di Caserta, aree interessate con Napoli da intensi processi di urbanizzazione diffusa e da forti relazioni economico-produttive.

Più a Sud, risultano escluse l’Agro Nocerino-Sarnese, la costiera Amalfitana e la conurbazione di Salerno. Zone queste ultime caratterizzate da una continuità nelle attività turistiche e in quelle legate alle eccellenze agroalimentari.

La città di Napoli è densamente popolata con un tessuto produttivo estremamente “fitto” di 165 unità locali per km2, dato inferiore solamente a quello dell’Area metropolitana di Milano (210 unità locali per km2).

Dal 2015 al 2019 la crescita economica della Città metropolitana di Napoli è stata significativamente superiore al dato medio delle altre Città metropolitane, tuttavia questa non ha recuperato le perdite causate dalla recessione. Pertanto i ritardi strutturali rimangono elevati: la produttività del lavoro, in particolare, risulta inferiore di circa il 25% alla media delle Città metropolitane. Il settore dei servizi si rivela particolarmente frammentato e fragile, anche rispetto ad altre Città metropolitane del Mezzogiorno. Anche l'Indice della qualità delle istituzioni (IQI) rileva un risultato deludente della città di Napoli mostrando un ritardo molto più pesante rispetto alle altre città della regione Campania; un risultato ancor più preoccupante per quella che è la realtà metropolitana più importante del Mezzogiorno e soprattutto per il fatto che essa, come le altre realtà metropolitane, dovrebbe essere il luogo privilegiato dello sviluppo economico e civile del Sud.

Preoccupa poi la persistente fuga dei giovani laureati, nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni che rappresenta il 45% del totale dei giovani emigrati (erano appena il 17,8% all’inizio del nuovo millennio), una quota anche più elevata di quella media del Mezzogiorno (41%). Un processo in atto, che sembrerebbe ad oggi irreversibile e che rappresenta il principale indicatore della forte sproporzione tra la dimensione demografica e quella economica e produttiva della Città metropolitana di Napoli.

La Campania si svuota

Nei prossimi cinquant’anni la Campania dovrebbe ridurre la popolazione di 1.686.341 abitanti, pari alla attuale popolazione residente nelle province di Caserta, Benevento, e Avellino. Una perdita pari ad un quarto di quella stimata per l'intero Mezzogiorno. Napoli è la Città metropolitana maggiormente colpita dal fenomeno emigratorio rispetto alle altre città più importanti del Sud, come Palermo o Bari. Nel prossimo decennio la Città metropolitana di Napoli dovrebbe perdere il 4,2% della popolazione residente, come sintesi di una dinamica particolarmente negativa del comune di Napoli, che vedrà ridursi la propria popolazione del 5,9%, e un’intensità pari quasi alla metà di quella rilevabile per il complesso dei comuni restanti (-3,3%).

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