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Il dramma di Vincenzo: "Ferito da un proiettile a Capodanno. Ho rischiato di morire"

 

Vincenzo Natale non può muoversi. L'unica cosa che riesce a fare è spostarsi dal letto alla finestra del secondo piano dell'ospedale Loreto Mare per guardare fuori. Ripensa a ciò che gli è accaduto. Ci ripensa con rabbia, ma anche con la consapevolezza di chi sa di essere vivo per miracolo. Nel pomeriggio del 31 dicembre, in via San Giovanni a Carbonara, un proiettile vagante ha forato le lamiere della sua vettura e lo ha colpito alla schiena. 

"Erano le 18ed ero fermo in strada perché la viabilità era bloccata da una batteria di fuochi. Mentre stavo per ripartire ho sentito uno sparo e ho capito subito di essere stato colpito. Ho avuto la lucidità di guidare fino all'ospedale. Quando sono arrivato mi hanno fatto firmare alcune carte in cui venivo informato che potevo perdere un rene e il pancreas". 

Fortunatamente, Vincenzo, 51 anni, dipendente della Nato, non ha perso nessun organo. Ammette che subito dopo l'incidente ha pensato di lasciare la città: "Ma non possiamo darla vinta a questa gente. Non possiamo fuggire di fronte a episodi del genere. Ho rinviato la decisione a quando tutto si sarà calmato. E' l'ennesimo brutto messaggio su Napoli. Come se in questa città fosse normale beccarsi una pallottola alle 6 del pomeriggio di Capodanno". 

Il suo pensiero corre sempre a quel pomeriggio: "Se sul sedile del passeggero ci fosse stata mia figlia di 8 anni sarebbe morta". 

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