Battaglia visita i Bipiani: "Non si può vivere qui"

Il vescovo di Napoli nella baraccopoli di Ponticelli. Il Comune vuole bonificare l'area ma non è stata trovata ancora una sistemazione alternativa per gli 83 nuclei familiari che da trent'anni vivono tra le lastre d'amianto

Monsignor Battaglia cammina incredulo tra i Bipiani di Ponticelli. Passa tra le lastre d'amianto e i cavi elettrici scoperti. Si volta, vede le decine di residenti che lo seguono ed esclama: "Non si può vivere qui. E' pericoloso, soprattutto per i bambini". Lo sanno bene gli 83 nuclei familiari che abitano le baracche di via Fuortes, molti dei quali sono qui da trent'anni. Tra l'eternit e le scintille dell'alta tensione nei giorni di pioggia i figli li hanno cresciuti e fatti studiare. Altri sono morti per tumori e malattie respiratorie. 

"Qui non si può vivere" ripete il vescovo di Napoli, giunto in visita dopo l'appello dei residenti ricevuto pochi giorni fa. "Sono qui per portare la solidarietà della Curia di Napoli, per pregare insieme a voi. E' chiaro che dovete lasciare questo luogo, ma è altrettanto chiaro che è necessario trovare una soluzione che salvaguardi la vostra dignità e la vita dei vostri bambini". 

Ed è questo secondo passaggio che il Comune di Napoli non ha ancora fatto: trovare una sistemazione alternativa. Nella prima metà di maggio, i residenti hanno ricevuto una diffida da parte degli uffici tecnici che intima loro di lasciare le abitazioni entro luglio per rendere possibile la bonifica dell'area. Nessun riferimento viene fatto dall'Amministrazione sul dove queste persone dovrebbero andare ad abitare. Si tratta di cittadini napoletani, ma anche albanesi, africani. Anche tra gli stranieri è altissimo il numero di persone che sono in Italia con un regolare permesso di soggiorno. Molti sono in graduatoria per l'assegnazione di una casa da oltre vent'anni. 

"Abbiamo proposto quattro soluzioni al Comune - spiega Patrizio Gragnano, portavoce del Comitato Bipiani - ma non siamo stati neanche ascoltati. Pare che tra le soluzioni che sono al vaglio dell'Amministrazione ci siano anche le casette prefabbricate della protezione civile, quelle usate per i territori colpiti da terremoto. Non ci sta bene, anche perché l'80 per cento resterebbe fuori dall'assegnazione". 

Come se non bastasse, la Giunta de Magistris, durante l'ultimo rimpasto, per questioni di opportunità politica, ha suddiviso il tema casa in quattro assessorati diversi che fanno capo ad Alessandra Clemente (Patrimonio), Carmine Piscopo (Edilizia pubblica), Rosaria Galiero (Protezione civile) e Ciro Borriello (Diritto all'abitare). Al momento, non esiste una posizione del Comune sul come risolvere questa emergenza, né è stato istituito un tavolo di confronto. 

"Vedere come vivono queste persone è molto triste. - ha affermato Battaglia - Il problema non è mai di un singolo, ma di tutta la collettività che non dovrebbe lasciare indietro nessuno". 

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