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Permesso all'assassino del vigilantes, la rabbia del figlio: "Dov'è la giustizia?"

 

"Provo tanta rabbia. Vedere l'assassino di mio padre festeggiare i suoi 18 anni con la famiglia è insopportabile". Giuseppe Della Corte è il figlio di Francesco, il vigilantes napoletano morto il 17 marzo 2018 in seguito a un'aggressione di tre minorenni mentre era in servizio. La foto, diffusa sui social network, che ritrae uno degli assassini mentre festeggia il compleanno, ha fatto ripiombare lui e tutta la sua famiglia in un incubo. 

"Mi sono chiesto come fosse possibile dare un permesso premio a un killer che ci ha rovinato la vita - afferma Giuseppe - Provo una rabbia enorme. Dal giorno della morte di nostro padre nessuno della mia famiglia è più riuscita a festeggiare nulla. Mentre queste persone non provano alcun rimorso. E' l'ennesima dimostrazione che gli assassini non si sono pentiti". 

In primo grado, ai tre giovani è stata inflitta una pena di 16 anni. Il permesso premio, però, alimenta le paure della famiglia Della Corte per un possibile sconto di pena nella sentenza di appello: "Il processo di secondo grado sta per cominciare - spiega il figlio della vittima - e se l'atteggiamento della legge italia è questo allora ci si può aspettare di tutto. Si, abbiamo paura di uno scontro di pena. Già 16 anni ci è sembrata una pena molto leggera per chi ha ucciso senza motivo un uomo che stava lavorando". 

Il permesso concesso ha scatenato molte polemiche. Il capo della Polizia Gabrielli si è detto vicino alla famiglia del Vigilantes, mentre il Ministero di Grazia e Giustizia ha avviato un accertamento per comprendere i motivi che hanno portato al premio. "Ancora non riusciamo a darci una spiegazione di ciò che è successo un anno e mezzo fa. - ammette Giuseppe - Come è possibile che tre minori colpiscano a morte una guardia giurata per rubargli la pisola? Non riuscirò mai a rassegnarmi alla morte di mio padre". 

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