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Mario Paciolla, caso riaperto. I genitori: "Mai creduto al suicidio" | VIDEO

La mamma e il papà del cooperante napoletano, morto nel 2020, commentano la decisione del giudice di rigettare la richiesta di archiviazione per suicidio

La parola fine sulla morte di Mario Paciolla non è stata ancora scritta. Il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione per suicidio: servono altre indagini. Una piccola vittoria per Anna e Giuseppe, i genitori di Mario, che alla storia che il loro figlio si era ucciso non hanno mai creduto. Classe 1987, Mario è stato ritrovato morto il 15 luglio 2020 nella sua camera in Colombia, dove era in qualità di cooperante internazionale. La sua scomparsa è avvenuta in circostanze mai chiarite e con diverse contraddizioni mai spiegati.  

Presenti all'inaugurazione del murale dedicato a Julian Assange, a Scampia, i genitori del cooperante napoletano hanno commentato questa svolta: "Noi familiari sapevamo che Mario non aveva alcun motivo per uccidersi. Stava programmando il suo futuro, aveva preso un biglietto aereo per ripartire, aveva avvisato l'ambasciata che stava per lasciare il Paese. Non sono azioni di una persona che vuole farla finita" afferma Anna Motta, la madre. 

Per Giuseppe Paciolla siamo di fronte a una serie numerosa di depistaggi: "A partire dalla lavaggio della sua stanza con la candeggina, cosa che ha cancellato tutte le eventuali prove". Da oggi comincia una nuova storia giudiziaria, che si spera porti alla verità sul destino di questo ragazzo di 33 anni. 

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