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Coronavirus, viaggio nello zoo senza visitatori: "Ad alcuni animali manca l'uomo"

 

"Gli animali non hanno ombrello, e non mettono mai il cappello. Chi li aiuterà?", recitava quel celebre brano di Gianni Morandi tanto popolare tra i bambini. La domanda è valida e attuale oggi, anche in una metropoli come Napoli, soprattutto da quando gli animali che vivono nelle ampie gabbie dello zoo partenopeo non ricevono più visite umane in seguito al lockdown decretato per arginare la diffusione del Coronavirus. "Da prima ancora che i decreti governativi disponessero la chiusura dei parchi abbiamo deciso di chiudere per tutelare visitatori e personale", spiega il veterinario Pasquale Silvestre, direttore sanitario dello zoo, che ci accompagna in una passeggiata attraverso gli spazi alberati e insolitamente silenziosi. 

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Come vivono gli animali di uno zoo quando non ci sono più visitatori? E' la domanda che ci ha spinti a intraprendere questo breve reportage. Lo zoo napoletano si è risollevato da poco, dopo anni bui. Gli exhibit dedicati agli animali, una volta angusti, sono stati rimodulati secondo canoni di sostenibilità e rispettando spazi e benessere degli animali. Gli esemplari che vivono qui sono spesso a rischio estinzione, si fa di tutto per tutelarli e, se possibile, cercare di agevolarne la riproduzione. "Le attività di uno zoo proseguono", spiega Silvestre. "Gli animali vanno curati, bisogna nutrirli, curare gli spazi comuni. Lavoriamo come se dovessimo riaprire a breve e speriamo sia così". 

"Gli animali non hanno vissuto particolari traumi dal momento del lockdown", aggiunge il direttore sanitario. "Chiaro però che quello napoletano è uno dei pochissimi zoo italiani a essere stato costruito nel centro della metropoli. Qui gli animali sono abituati al traffico, ai rumori umani, alla presenza costante di persone. E alcuni esemplari,  come la tigre bianca che ospitiamo e che è cresciuta in cattività, soffrono per la mancanza di visitatori. Per questo stiamo cercando di darle più attenzioni, di rassicurarla ogni volta che la incrociamo". 

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Giorno dopo giorno il dottor Silvestre e i suoi collaboratori assistono gli animali con crescente impegno. "Per ora non disperiamo. Da un punto di vista della gestione degli animali non ci sono problemi, potremmo badare a loro a lungo. Il fatto è che uno zoo come il nostro ha bisogno del contributo dei visitatori, di coloro che pagano il biglietto, per continuare ad assicurare alti standard agli animali e tutelarli come facciamo", spiega Silvestre. La speranza è che non trascorra troppo tempo, ancora, prima che il parco possa riabbracciare i suoi visitatori.

Nel frattempo si possono acquistare - sul sito dello zoo - biglietti di solidarietà. Acquistando un biglietto ora ci si garantisce un ingresso futuro (quando il parco sarà riaperto) ma si contribuisce da subito alle attività di cura degli animali e del parco, che non si fermano mai. E in questi giorni bui è arrivata anche una splendida notizia per tutti: un piccolo puledro è nato (in foto mentre riposa con il suo papà) proprio durante l'emergenza Coronavirus. 

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