Vomero

Metrò-lumaca napoletano: un’inaugurazione ogni stazione

Dal 22 dicembre 1976, quando fu aperto il famoso “buco” in via Mario Fiore per la posa della prima pietra, sono trascorsi 35 anni, quasi due generazioni, ed in esercizio effettivo vi sono attualmente appena 15 chilometri, con una media annuale di poco più di quattrocento metri di realizzazione effettiva: un primato negativo che non andrebbe affatto festeggiato, se raffrontato a quanto fatto in altre metropoli europee, come Parigi o Londra, e con costi decisamente inferiori ai 60 milioni di euro a chilometro dei quali si parla

 

 

         Oramai siamo al ridicolo, invece che per tratte funzionali, la linea 1 del metrò collinare, che potrebbe ribattezzarsi tranquillamente il metro-lumaca, viene inaugurata per stazioni. Anche una precedente inaugurazione, quella della stazione Museo, che risale al 5 aprile del 2001, avvenne in piena campagna elettorale.

Ora dopo anni di disagi infiniti per i residenti, arriva l’inaugurazione di piazza Bovio, alla vigilia non solo delle elezioni amministrative ma della nuova stangata del 9% sui ticket di viaggio. Dal 22 dicembre 1976, quando fu aperto il famoso “buco” in via Mario Fiore per la posa della prima pietra, sono trascorsi 35 anni, quasi due generazioni, ed in esercizio effettivo vi sono attualmente appena 15 chilometri, con una media annuale di poco più di quattrocento metri di realizzazione effettiva: un primato negativo che non andrebbe affatto festeggiato, se raffrontato a quanto fatto in altre metropoli europee, come Parigi o Londra, e con costi decisamente inferiori ai 60 milioni di euro a chilometro dei quali si parla.

Senza considerare l’altro aspetto negativo. Il tratto appena inaugurato, tra piazza Dante e piazza Bovio funzionerà, e non è dato sapere per quanto tempo, su un solo binario con una navetta che andrà su e giù con partenze ogni quarto d’ora, con una portata decisamente inferiore a quella necessaria a soddisfare le esigenze dell’utenza, che si avrebbe con la tratta in pieno esercizio, non realizzando, dunque, il reale ed effettivo prolungamento della linea 1.

Nell’occasione si ripropongono una serie di domande. Quando sarà finalmente completata la linea 1 della metropolitana, chiudendo il famoso anello con Capodichino e quali ulteriori finanziamenti pubblici richiede tale completamento? La nuova tratta provvisoria appena inaugurata è sicura o contribuirà a rendere ancora più precario il funzionamento che in alcune ore della giornata, già attualmente, vede saltare le corse del metrò collinare con conseguenti affollamenti sulle banchine delle stazioni? Ed infine, ma quello che si sta realizzando è un sistema di trasporto pubblico o un museo, dal momento che molte risorse vengano utilizzate per la realizzazione di opere d’arte nelle stazioni? Domande che attendono una risposta.

 

Gennaro Capodanno

Vomero

Il quartiere collinare visto da Gennaro Capodanno, ingegnere e a lungo consigliere della circoscrizione. Negli ultimi anni ha costituito diversi comitati per sostenere le battaglie comuni insieme ai cittadini della zona. Tra questi il Comitato per il trasporto pubblico e il Comitato Valori collinari, dei quali è presidente.

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Commenti (1)

  • Linea 1 della metropolitana di Napoli: 37 anni di attese e di speranze - Blog Un chiarimento dovuto: il progetto della Linea 1 della Metropolitana di Napoli Vanvitelli - Colli Aminei è stato completamente redatto dalla Metropolitana Milanese Spa, con la collaborazione 'convenzionata' di professionisti napoletani. Il progetto EAV del 1963 si riferiva al collegamento 'a cremagliera' P.Carità - P. Medaglie d'oro. Si trattava quindi non di una linea metropolitana, ma della '5a Funicolare vomerese'. Cui fece seguito un nuovo progetto, di tipo 'metropolitano', ma sempre 'a cremagliera' Carità - Medaglie d'oro - C. Aminei. Quindi un terzo, di tipo metropolitano, ma 'ad aderenza migliorata'. Esso, dopo infinite vicessitudini 'politiche' e 'tecniche', nel '75, insieme a quello 'esecutivo' del Tratto M. Fiore, di cui al successivo 'buco' Valenziano del 22 dicembre '76.., fu 'assentito' dalla Commissione Interministeriale a livello di 'larga massima', come base da cui partire, e con una serie di Prescrizioni ed emendamenti di Regione e Ministero che ne stravolsero completamente la validità. Con percorso da definire ex novo, e linea 'ad aderenza naturale'. Quel progetto EAV restava 'un pezzo di carta', e quindi, senza un centesimo in cassa', nasceva la Linea 1 della Metropolitana di Napoli, come affermato. Il 29 aprile '76, con Delibera comunale, stante Mn Concessionaria del Comune, la Progettazione e la Direzione lavori della stessa venivano affidate alla Metropolitana Milanese SpA, società leader nazionale nel settore. E subito l'operazione si mise in moto. Nell'80, però, il progetto esecutivo già definito, dovette essere 'revisionato', a causa dell'adeguamento alla Normativa antisismica intervenuta, in seguito al terremoto. E tredici anni dopo, il 30 marzo '93, la Tratta Vanvitelli - Colli Aminei entrava in esercizio. Anni meravigliosi, entusiasmanti.. Tutti insieme, tutti sulla stessa barca, tutti a remare.. I politici, prima.. Da Buccico a d'Amato.. E gli amministrativi comunali e regionali.., da Mn alla Commissione di Alta Vigilanza.. E poi i tecnici, noi di MM, in sinergia con Mn, e con la preziosa collaborazione di eminenti architetti, ingegneri e geologi napoletania.. Napoli si dotava di una prima tratta, ma la più importante e complicata, essenziale alla mobilità cittadina vomerese, all'interno di una futura rete metropolitanaurbana. Di quegli anni, allora capo Progetto di Mm, io conservo ricordi esaltanti. Oltre che della Tratta, anche della sistemazione di p.zza Medaglie d'oro.. Un mio sfizio 'personale', gestito col 'gradimento' dell'allora Cosiglio di Quartiere Arenella. Di quanto avvenuto dopo.., essendo rientrato a Milano per altri impegni.., ignoro quasi tutto, volutamente.. Troppo bella e pionieristica era stata l'avventura di allora.. Secondo il now how della mia società, e concordato con tutti gli addetti locali, gli 'architettonici' delle stazioni privilegiavano gli standard collaudati di progettazione.. Sobrietà, funzionalità, agibilità, segnaletica efficace, percorsi differenziati, luminosità adeguata, movimentazione corretta, rivestimenti di agevole manutenibilità, ecc..., per il congruo e corretto godimento delle stesse da parte dei viaggiatori.. Niente trucchi, arzigogoli, sceneggiate, ciprie.., merletti.., bracciali. Con collaboratori alla progettazione, come da Convenzione col Comune, allora rispettata.., il fior fiore dei professionisti napoletani. E costi delle parcelle, e generali delle opere, molto contenuti. Dopo di allora, con Bassolino, Jervolino e DeMagistris, credo sia cambiato tutto.. Progettisti scelti fra la casta degli architetti radical chic, con parcelle stramilionarie, e opere sfarzose, arzigogolate, sceneggiate in movimento, presenze museali, scritte luminose, dai costi stratosferici.. Scritte che nessuno leggerà mai, pannelli in movimento, sculture 'moderne' che nessuno osserverà con attenzione. Insomma, tutto tanto.. Tutto troppo.. E addirittura, forse.., tutto al limite del cafonal, da quel poco che ho visto. Amen! La Vanvitelli - Colli Aminei - Marianella, per la Linea 1 della Metropolitana di Napoli, sono sicuro.., resterà il fiore all'occhiello per chi l'ha 'fatta' nascere, e, spero.., per chi l'ha 'vista' nascere.. Quanto poi alla Sua amara considerazione: "Nei prossimi giorni saranno decorsi ben 37 anni da quella data ed ancora il sogno di vedere la metropolitana completa non si è realizzato. Se Napoli sprofonda nella classifica per la qualità della vita, ed è ultima secondo la recente indagine annuale stilata dal Sole 24 ore, lo si deve anche alle tante opere pubbliche incompiute che si trascinano da lustri", non posso che dichiararmi, con dispiacere.., completamete d'accordo. arch. Vittorio Giovine vittorio.giovine@alice.it

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