Tiziana Cantone, Facebook: "Non cancelleremo le pagine"

La società non riconosce l'autorità del giudice italiano, e sottolinea che non compete alla gestione del social network vigilare sulle pubblicazioni. Gli avvocati di Teresa Giglio: "Contano solo gli affari"

Tiziana Cantone

Non c'è pace per Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone. Facebook ha presentato ricorso contro l'ordinanza che impone alla società "l’immediata cessazione e rimozione di ogni post o pubblicazione contenente immagini o apprezzamenti" a proposito della 31enne di Casalnuovo, la ragazza che si è tolta la vita in seguito alla diffusione di suoi filmati spinti in rete.

La società, che ha sede in Irlanda, lamenta "un obbligo di rimozione con espressioni che suggeriscono un dovere di monitoraggio e controllo preventivo, contrario alle norme rilevanti di rango nazionale e comunitario, nonché di impossibile attuazione da parte di Facebook": insomma, il social di Mark Zuckerberg non riconosce al giudice l'autorità perché possa disporre la rimozione delle pagine.

"Sebbene Facebook Ireland, infatti, comprenda bene le ragioni che hanno spinto la ricorrente alla proposizione del ricorso introduttivo – spiegano gli avvocati – non può che attenersi al regime di responsabilità limitata previsto per gli hosting provider. Regime che tutela non solo Facebook Ireland, ma anche la libertà di espressione dei propri utenti". Il senso è che non compete a Facebook vigilare su ciò che gli utenti pubblicano.

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La madre di Tiziana Cantone, nella nuova udienza di oggi, sarà assistita da un nuovo collegio difensivo cui si è aggiunto anche un esperto di diritto informatico. Il pool di avvocati sottolinea come Facebook stia evitando di trovarsi di fronte ad un precedente, col rischio "di dover poi ottemperare a migliaia di disposizioni simili". "Conta poco la sofferenza di una persona, la violazione della sua privacy – concludono – Importano solo gli affari".

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