"Il maxiconcorso elettorale di De Luca una presa in giro"

I commenti alla decisione del Tar di sospendere la procedura concorsuale per la Categoria D. La capogruppo regionale M5S Ciarambino: “De Luca pensa ancora che il Governo debba prendere esempio da lui?”

Concorso Regione Campania

Il maxi-concorso della Regione Campania è stato sospeso dal Tar, ed è esplosa la polemica contro l'attuale inquilino di palazzo Santa Lucia Vincenzo De Luca che proprio di questo concorso ha fatto un suo cavallo di battaglia.

Così ha commentato la vicenda Valeria Ciarambino, capogruppo in consiglio regionale del M5S: "Le ultime parole famose di celebrazione del maxiconcorso elettorale, già tramutatosi in maxiricorso, De Luca le ha pronunciate anticipando di qualche minuto la sentenza del Tar che sospende le prime procedure di assunzione. E se, come temiamo, le procedure in base alle quali non sarebbe stato garantito l’anomimato fossero state adottate per tutte le prove, rischiamo di trovarci al cospetto di una enorme presa in giro per candidati che hanno realmente creduto nel sogno di un’occupazione. Persone già deluse per le lungaggini ingiustificate per le correzioni delle prove, con un’attesa fino a tre mesi e che ora, per effetto di ricorsi a pioggia, dovranno attendere chissà quanti anni ancora per vedersi materializzata la possibilità di un’assunzione. Ammesso che per quel tempo gli enti presso i quali i vincitori dovrebbero prestare servizio, non si trovino in condizioni di dissesto tali da impedire di procedere ad assunzioni di qualunque genere”.

Concorsone, arriva la sospensione dal Tar

“Strappano un sorriso amaro – prosegue Ciarambino – le affermazioni di De Luca, secondo cui il Governo dovrebbe prendere addirittura esempio dal suo concorsone. Di certo non sotto il profilo della trasparenza, né tantomeno della tipologia di procedure adottate. Né per aver dirottato su quella che è chiaramente una manovra elettorale ben 100 milioni di risorse sottratte al Fondo sociale europeo. De Luca ha oggi il solo e unico dovere di chiedere scusa alle decine di migliaia di candidati che hanno studiato giorno e notte, inseguendo un sogno costruito attorno ad annunci esclusivamente propagandistici. Un piano lavoro fallito in partenza, al pari della becera strategia elettorale messa in piedi dal governatore della Campania”.

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Il dirigente di FdI, Salvatore Ronghi ha invece sottolineato: "La decisione del Tar di sospendere il concorsone è la conseguenza di una procedura partita male e finita peggio". "Fin dal primo giorno, si appalesarono disfunzioni organizzative a dir poco incredibili - sono le parole di Ronghi - l'esito di questa procedura è la cartina di tornasole dei fallimenti di De Luca e della sua maggioranza. Vuol dire che spetterà al centrodestra mettere in campo procedure legittime e trasparenti per rimediare a tali fallimenti".

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