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Vittorio, lo studente vomerese sordo che a scuola non ha l'interprete

Sono 126 gli alunni sordi di Napoli e Provincia che non possono tornare tra i banchi: dall'inizio dell'anno scolastico non è partito per loro il servizio comunicazione in lingua LIS

"Mio figlio ha fatto cinquanta giorni di assenza a scuola all'istituto professionale del Vomero, abbiamo ricevuto un richiamo dal preside". La mamma di Vittorio racconta a Federica Pugliese la Corte di Comunicare il Sociale, la storia di suo figlio che non può ritornare tra i banchi di scuola. Una storia uguale a quella di altri 125 alunni sordi di Napoli e provincia: dall'inizio dell'anno scolastico non è partito per gli studenti il servizio comunicazione in lingua lis (lingua italiana dei segni), che dunque a novembre si ritrovano ancora senza interpreti.

Famiglie, bambini, docenti, assistenti sociali e operatrici del Cilis, Cooperativa interpreti di lingua italiana dei segni, sono scesi a piazza Matteotti per chiedere un incontro con le istituzioni provinciali per conoscere la data di inizio dell’assistenza comunicazione agli alunni.

"Abbiamo incontrato la dirigente Clara Moscaritolo dell'assessorato delle Politiche Sociali - spiega Maria Rosaria Marano, responsabile del progetto della Coop Cilis - ha rinviato tutto a un nuovo incontro con il legale del comitato dei genitori per capire se entro lunedì possa essere riattivato il servizio".

"Al momento non abbiamo nessuna certezza", conclude la Marano, "agli alunni che hanno scelto di andare alla scuola pubblica, la Provincia non fornisce l’interprete. Noi abbiamo vinto un bando il 26 ottobre per fare questo servizio di interprete nelle scuole, nonostante l’iter sia tutto regolare, ancora non è stato attivato il servizio. A prescindere dalla spending review, questo è un servizio che rientra nella competenza della provincia in forma obbligatoria, da dare con l'inizio della scuola".

 

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