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Occupata l'ex scuola media Andrea Belvedere

Da venerdì pomeriggio alcuni disoccupati e famiglie senza casa, hanno occupato l'edificio, rimasto chiuso dopo lo sfratto nei confronti della scuola risalente a circa due anni fa

Da venerdì pomeriggio, alcune famiglie senza casa e disoccupati, hanno occupato l'edificio dell'ex scuola media Andrea Belvedere, nell'omonima via. La struttura è ormai chiusa da circa due anni, ma gli occupanti stanno cercando di rimetterla in sesto ora dopo ora.

Ecco quanto si legge in alcuni pensieri degli occupanti, riportati dalla pagina Facebook di "Zona Collinare": "Stiamo vivendo uno dei momenti socialmente più gravi dal secondo dopoguerra ad oggi con la crisi economica che brucia ogni giorno migliaia e migliaia di posti di lavoro, gettando milioni di persone in condizioni di assoluta povertà. Siamo disoccupati o lavoratori che non percepiscono stipendio da mesi, giovani e anziani, single o intere famiglie, senza casa o a rischio di sfratto imminente. Siamo qui all'interno della ex scuola media statale “Andrea Belvedere” perché non ce la facciamo più ad andare avanti così".

"Conosciamo la storia di quest’edificio, lo sfratto esecutivo dei bambini di una scuola media imposto dall'ordine delle suore proprietario dell’immobile. Tra di noi ci sono bambini e persone malate, proveremo a chiedere un concreto aiuto come l’ospitalità a chi della carità e della solidarietà dice di aver fatto la propria bandiera. L’ennesimo immobile abbandonato nella città di Napoli è stato sottratto al degrado e destinato a scopo abitativo da parte di una decina di famiglie, disoccupati e precari".

"L'edificio, al di là della "proprietà legale" appartenente all'ordine monastico delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, riteniamo appartenga al popolo napoletano e in particolar modo alla sua parte socialmente più sofferente, visto che fu lasciato in eredità alle suore da una nobildonna che nel testamento esplicitamente lo vincolò ad un uso sociale e caritatevole. Ebbene, quale miglior uso caritatevole se non quello di offrire un tetto ad una trentina di persone in grave stato di bisogno e di emergenza in questo momento così devastante di crisi economica?".

"Un aspetto che ci piace molto sottolineare è il protagonismo dei giovani dei quartieri di provenienza di questi nuclei familiari (zona Flegrea, Napoli centro, ecc...) e di arrivo (Vomero). Numerosi "vicini" ci hanno fatto visita, facendoci sentire un calore umano e un appoggio insperati. Ci sono state regalate casse d'acqua, cose da mangiare; in poche parole, ci hanno fatto sentire a casa".

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