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Calata San Francesco

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Cantieri in Calata San Francesco: residenti e negozianti inferociti

Sono ormai circa quattro anni che la strada collega Via Belvedere a Via Aniello Falcone è chiusa al traffico per lavori

"Sono ventinove anni che portiamo avanti la nostra attività commerciale ed ora stiamo pensando di andare via perché abbiamo subito cali di introiti pari al 40 % negli ultimi anni". A lanciare il grido di allarme sono Augusto Marino e Antonio Di Scala, titolari di una tabaccheria in via Aniello Falcone al civico 283.

I problemi sono nati in seguito ai lavori iniziati circa quattro anni fa nella parte inferiore di calata San Francesco, arteria che collega via Belvedere a via Aniello Falcone, per il ripristino dell’impianto fognario.

"Circa un mese prima che le operazioni finissero - spiegano al Giornale di Napoli i due tabaccai -  il proprietario del muro di cinta adiacente al cantiere ha denunciato che durante i lavori per il ripristino dei sotto servizi ha subito dei danni. Questa querelle tra amministrazione comunale e cittadini privati si sta protraendo negli anni e sta creando forti disagi a noi commercianti e ai residenti della zona".

All’altezza del civico 283 la carreggiata è ristretta e se si incrociano due autobus nei due sensi di marcia si rischia la paralisi. Sul piede di guerra sono anche i residenti della zona in questione. Coloro che abitano in via Aniello Falcone denunciano la mancanza di posti auto e l’assenza di una segnaletica opportuna mentre i residenti di calata San Francesco sostengono che i pedoni sono in pericolo perchè, nonostante l’arteria vomerese sia interrotta al traffico, i motociclisti la percorrono ugualmente.

"Chiediamo che l’amministrazione comunale intervenga – concludono Marino e Di Scala – per tutelare le attività commerciali in un periodo di crisi economica. Abbiamo scritto alla municipalità, al Comune, alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alla Procura, ma nessuno fino ad ora ci ha risposto. Non è possibile che per tale vicenda, a distanza di decenni, dobbiamo essere costretti ad interrompere la nostra attività commerciale. Bisognerebbe capire davvero se il danno al muro era presente anche prima dell’inizio dei lavori".

 

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