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Torre del Greco, riapre rimessaggio navi bruciato dalla camorra

Inaugurazione in via Nazionale. Dopo la denuncia dello scorso anno, Giovanni Bottino aveva visto la sua attività andare a fuoco con danni per svariate centinaia di migliaia di euro. Vicinanza dello Stato

La riapertura del centro per il rimessaggio delle imbarcazioni "Nautica Bottino", festeggiata ieri sera in via Nazionale a Torre del Greco, è la vittoria dello Stato, il successo del costante lavoro svolto da associazioni Antiracket e forze dell'ordine per aiutare gli imprenditori vessati dalle richieste estorsive.

Giovanni Bottino è un esempio lampante di come un imprenditore possa ribellarsi alle richieste fatte dalla criminalità organizzata. Il 40enne impegnato con la sua attività di rimessaggio nella periferia della città vesuviana nel 2009 si era ribellato ai due clan in lotta tra loro: gli esponenti di entrambi i sodalizi erano andati a "bussare" alla sua porta, chiedendo ventimila euro per potergli permettere di "continuare in modo tranquillo" il proprio lavoro.

Bottino si era rivolto alla polizia che grazie a quella denuncia due giorni prima del Natale 2009 avevano arrestato otto persone, compresi i due soggetti considerati a capo delle organizzazioni delinquenziali. Per quella denuncia, però, Bottino aveva pagato un prezzo carissimo: nella notte del 25 marzo ignoti avevano dato fuoco alla sua attività. Il capannone di 400 mq e le tante barche al suo interno erano andate in fumo: danni per svariate centinaia di migliaia di euro. Per spegnere le fiamme erano serviti tre mezzi dei vigili del fuoco e quasi dodici ore di lavoro ininterrotto.

In quel momento, lo Stato dimostrò la sua vicinanza: "Tutto è nato nell'ufficio di Vittorio Pisani, capo della Squadra Mobile" ha ricordato Tano Grasso, presidente onorario del Fai (federazione delle associazioni Antiracket e Antiusura). Con Pisani alla riapertura dell'esercizio c'era una fetta importante dello Stato: il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano; il prefetto di Napoli, Andrea De Martino; il questore di Napoli, Santi Giuffré; il responsabile del comando provinciale di Napoli dei carabinieri, Mario Cinque; il senatore Franco Malvano; il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello; la coordinatrice delle associazioni Antiracket della Campania, Silvana Fucito. E c'era ovviamente Bottino che ha ringraziato tutti i presenti. Mantovano ha fatto sapere: "Venerdì scorso ero, insieme al ministro Alfano, a Messina per celebrare i vent'anni dalla costituzione della prima associazione Antiracket in Italia. E constatavamo quanti risultati siano stati raggiunti in questi venti anni, quanti siano gli imprenditori che hanno deciso di collaborare con lo Stato per sconfiggere la morsa della criminalità, quante persone siano state aiutate dal Fai ad uscire dall'isolamento per riprendersi una vita fatta di dignità".

Silvana Fucito, intanto, ha chiesto ai torresi "di dare lavoro a Bottino. Chi ha bisogno di barche o di pezzi di ricambio venga a spendere i propri soldi qui". Gli fa eco il prefetto De Martino, che invece chiede "che questa storia positiva abbia lo stesso risalto che, purtroppo in negativo, stanno avendo le immagini di Napoli sommersa dai rifiuti".

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