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Clan Stabiesi: arrestati un avvocato e la moglie di un finanziere

Tra gli arresti nei clan stabiesi ci sono anche quelli di un avvocatessa accusata di usura ed estorsione e la moglie di un militare della Guardia di Finanza, accusata di associazione a delinquere

Nell'operazione di stamattina contro i clan di Castellammare di Stabia sono state arrestate anche un'avvocatessa del foro di Torre Annunziata, accusata di usura ed estorsione, e la moglie di un militare della Guardia di Finanza, accusata di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. Quest'ultima gestisce quattro centri scommesse Intralot che sono stati sequestrati. I clan si arricchivano anche grazie alla coltivazione estensiva di marijuana sui Monti Lattari. L'ordine di fermo è stato emesso dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo.

L'avvocatessa arrestata è N. R., di 47 anni. E' accusata di aver costretto la vittima di alcuni usurai, Francesco L., a cedere loro un appartamento in cambio della somma che non era riuscito a pagare. Il valore dell'immobile, che si trova a Capaccio (Salerno) è però assai maggiore del denaro ricevuto in prestito: appena 5.500 euro. Così Francesco L. ha raccontato l'episodio ai carabinieri: "Presso lo studio dell'avvocato Nicoletta Romano, alla quale consegnai anche la carta d'identità di mia moglie, mai restituitami, mi si rappresentò che il mio debito era cresciuto sino a raggiungere la cifra di euro 15.000. La cosa mi fece sbalzare dalla sedia e quando tentai di manifestare disappunto l'avvocato Nicoletta Romano mi intimorì dicendomi: 'voi non sapete con chi avete a che fare!'. Questa cosa mi intimorì al punto che firmai alcuni documenti relativi alla cessione della mia casa di Paestum-Capaccio".

"A distanza credo di circa un mese vi fu un altro incontro sempre nello studio dell'avvocato. In questa circostanza l'avvocato Romano - aggiunge Francesco L. - mi rappresentò che il mio debito era arrivato a 30.000 euro. In questa circostanza mi convinsi ulteriormente circa le intenzioni dei soggetti presenti, ovvero, la volontà di acquisire la proprietà della mia abitazione di Capaccio-Paestum via Lisippo 21-23 approfittando del mio stato debitorio, promettendomi che all'atto della concretizzazione della vendita in loro favore, mi avrebbero consegnato la differenza di euro 35.000, somma nettamente inferiore al vero valore della proprietà".

 

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