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L'esterno del circoletto, foto Lorenzo Face

L'esterno del circoletto, foto Lorenzo Face

Agguato alla Sanità, la ricostruzione degli inquirenti: "Un'azione di guerra"

Il killer entrato nel circoletto era uno solo, ma intorno a lui si è mossa una squadra verosimilmente di otto persone. Tra questi, uno "specchiettista" che era con le vittime designate

È stato un raid armato, un'azione di guerra quella che nella serata di venerdì, in via Fontanelle alla Sanità, ha portato all'uccisione di Giuseppe Vastarella e del cognato Salvatore Vigna. Il duplice omicidio ha richiesto una preparazione accurata, forse giorni. Un agguato dalla durata di neanche 20 secondi che ha coinvolto numerosi uomini.

Le ricostruzioni degli inquirenti iniziano a diventare più precise. Il killer, la persona che è entrata nel circoletto "Maria Santissima dell'Arco", era uno.
Ma intorno a lui c'era una squadra. Complici, una coppia di persone rimaste all'esterno pronte a coprirgli le spalle, e di certo un altro ad aspettarlo a bordo di una moto accesa. Probabilmente un paio di pali a controllare l'eventuale arrivo di affiliati ai Vastarella.

Ed infine c'era il "Giuda": la persona che, all'interno del circolo, ha dato via libera all'operazione attraverso il suo cellulare. Lo "specchiettista" ha aspettato l'arrivo dei Vastarella e poi ha dato il segnale. Ed è avvenuto il massacro.

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