Lunedì, 17 Maggio 2021
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Un impianto di compostaggio nel carcere: “Lavoreranno anche i detenuti”

Iniziati oggi i lavori nell'area del carcere di Secondigliano. La struttura tratterà la frazione umida prodotta dal penitenziario, in parte, quella di Scampia e Secondigliano

Il carcere di Secondigliano

Partono i lavori per la realizzazione del primo impianto di compostaggio aerobico del Comune di Napoli: il cantiere è stato inaugurato stamane all'interno di un'area di proprietà del penitenziario di Secondigliano, a ridosso delle mura di cinta esterne. Il progetto, presentato dalla cooperativa sociale Secondigliano Recuperi in collaborazione con il carcere, prevede la realizzazione, entro cinque mesi, di un impianto per la produzione di compost di qualità per trattare 3mila tonnellate di rifiuti.

Presente il vicesindaco e assessore all'Ambiente Tommaso Sodano che ha spiegato: “L'impianto è stato fortemente voluto dalla nostra amministrazione e sarà dedicato al trattamento ed alla trasformazione non solo della frazione umida prodotta dallo stesso penitenziario ma anche di una parte del rifiuto organico, frutto del porta a porta, raccolto da Asìa nei quartieri di Scampia-Secondigliano”.

“Un quartiere, Scampia-Secondigliano - continua il vicesindaco - che vorremmo diventasse un vero e proprio eco-distretto dove recuperare i materiali facendo crescere il lavoro e la cultura della differenziata, per questo abbiamo già pubblicato il bando per un altro impianto, oltre a quello di oggi, da realizzare sempre su questo territorio”. “Questa mattina abbiamo definito dunque un tassello importante all'interno del piano predisposto dal Comune per realizzare una rete di impianti, aerobici e anaerobici, per il trattamento della frazione umida - spiega Sodano - che mitighi i costi e l'impatto ambientale della raccolta di rifiuti, caratterizzata in senso virtuoso, con evidenti positive ricadute occupazionali”.

“Nel caso specifico - conclude Tommaso Sodano - saranno impegnati nell'impianto circa venti detenuti: un esempio concreto di come sia possibile e giusto sintetizzare l'attenzione civile e sociale con una rivoluzione ambientale capace di garantire anche un miglioramento occupazionale. Il sentiero dei diritti civili e quello dei diritti ambientali, infatti, devono procedere parallelamente, anzi forse è il caso di dire che devono proprio incrociarsi”.

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