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A Napoli il primo ristorante "sociale" nella villa confiscata al boss

La struttura nascerà a San Pietro a Patierno e sarà intitolata alla memoria di Dario Scherillo, il 26enne ucciso per errore nel corso di una faida a Scampìa nel 2004

Nascerà a Napoli in via Laburia 58, a San Pietro a Patierno, il primo ristorante "sociale" all'interno di una struttura confiscata ad un boss della camorra. Lo ha annunciato l’assessore comunale alla Legalità Giuseppe Narducci, che ha firmato la delibera di giunta lo scorso 24 novembre.

L’immobile, confiscato circa quattro anni fa, fu poi vandalizzato dagli ex proprietari come spesso accade in questi casi. Ora in quella villa su tre livelli sarà inaugurata una trattoria “speciale”, dove lavoreranno ex detenuti e giovani a rischio.

“Si tratta del primo caso a Napoli – ha spiegato Narducci a Comunicare il Sociale – di un riutilizzo sociale a fini produttivi di un bene confiscato alla camorra. Da questa esperienza si proverà a ricavare una concreta opportunità di lavoro per i giovani”.

Ma la notizia importante è che il locale sarà intitolato alla memoria di Dario Scherillo, il 26enne ucciso per errore nel corso di una faida a Scampìa nel dicembre del 2004.

Ciò che resta oggi di quel mega appartamento, è lo scheletro di una super residenza di lusso: tende strappate e penzolanti dai soffitti, pareti scolorite, scale a chiocciola, terrazzo ed un giardino sepolto dalle erbacce. Mentre sul cancello d’ingresso, chiuso da un catenaccio, si legge: “Zona derattizzata”, sul citofono c’è ancora il cognome del proprietario.

La riconversione del bene confiscato si inserisce nel progetto “Mafie in pentola”, che prevede il riutilizzo dell’immobile per la realizzazione di un ristorante sociale con annessa un’aula laboratorio per corsi di cucina ed educazione alimentare per i minori a rischio, ma anche attività di accoglienza per chi ha trascorso anni dietro le sbarre e per le loro famiglie.

 

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