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Carcere di Secondigliano

Carcere di Secondigliano

Secondigliano, stop al trasporto dei detenuti: niente soldi per le revisioni

Più di ottanta le autovetture ferme a causa della mancanza di fondi per effettuare gli obbligatori controlli annuali. Paralisi del Nucleo traduzioni. L'emergenza accomuna quasi tutte le province della Campania

Stop al trasporto dei detenuti dal carcere di Secondigliano: più di ottanta le autovetture ferme. La causa? Mancanza di fondi per effettuare le revisioni obbligatorie annuali.

Praticamente in blocco un intero parco mezzi, spiega Tullio De Simone dal Mattino, che effettuano circa venticinquemila traduzioni ogni anno, disposto dalla dottoressa Russo, direttore dell’Ust (Ufficio sicurezza e traduzioni), del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Campania. Paralisi quasi totale, quindi, per il Nucleo traduzioni

Ancora una volta mancano i soldi per effettuare i controlli e la manutenzione di routine e ancora una volta questa situazione blocca la macchina operativa.

Come spiega De Simone, però, questa situazione accomuna quasi tutte le province della Campania e, secondo i sindacati di categoria, sarebbero in piana emergenza "vetture" anche Salerno, Caserta, Avellino e Benevento.

E dai sindacati arriva anche la denuncia sulla poca tutela dell'incolumità degli agenti (che guidando in auto non sicure e controllate mettono ancor di più a repentaglio la propria vita) e costretti a fare turni troppo stressanti per sopperire alla mancanza di mezzi. Il provvedimento è quindi, "tecnicamente ineccepibile",  spiega Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Penitenziari, ma la situazione deve trovare una veloce soluzione per il bene della comunità e del personale di polizia. Ancora Sarno fa un esempio molto efficace delle conseguenze di questo blocco: "un paese che vuol dirsi civile non può limitare il diritto alla difesa, che è inviolabile, a un cittadino imputato, che di fatto, si vede impedito a presenziare in un processo perché non può essere trasferito in quella sede".

"Prima che sia troppo tardi - sono le conclusioni di Sarno che si leggono ancora su Il Mattino - invitiamo il capo del Dap (il dipartimento
nazionale dell’amministrazione penitenziaria, ndr) e gli uffici competenti a mettere in piedi un piano di implementazione degli automezzi destinati ai servizi operativi effettuati dai «baschi azzurri», evitando di ingolfare, come pure è successo in passato, gli autoparchi di berline extralusso. La situazione degli automezzi è molto critica anche in altre regioni».

Proteste vengono annunciate dal sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria Osapp.

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