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Vincenzo Russo, sullo sfondo l'omicidio Cimminiello

Vincenzo Russo, sullo sfondo l'omicidio Cimminiello

Clan Abete, nove anni di carcere a Vincenzo Russo

Il 36enne è stato indicato da numerosi collaboratori di giustizia come elemento di fiducia della fazione degli scissionisti di Secondigliano-Scampia

Era parte integrante del clan Abete, operante nell'area a nord di Napoli. Per questa ragione Vincenzo Russo, al termine di un processo con rito abbreviato, ha condannato il 36enne Vincenzo Russo a nove anni di carcere.

I pm avevano chiesto 15 anni. Si tratta, secondo quanto emerso, di uno degli uomini di fiducia degli scissionisti di Secondigliano, indicato dai collaboratori di giustizia come gestore di una base di spaccio e killer del clan.

Russo è ancora imputato nel processo d'appello per l'omicidio di Gianluca Cimminiello, il tatuatore di Ezequiel Lavezzi, vittima innocente di camorra. Dopo una condanna in primo e secondo grado, ha ottenuto l'annullamento dalla Cassazione. Quell'omicidio sarebbe stato uno "scambio" tra clan, una morte in cambio di 20 pacchi di cocaina.

È in aula che alcuni pentiti hanno sottolineato come Arcangelo Abete gli avesse dato fiducia perché "si stava facendo la galera in silenzio", e regalato un appartamento a Scampia. Inoltre, Russo si sarebbe offerto di sostituirsi a Raffaele Amato Jr. (nipote dell'omonimo capo clan): spacciandosi per lui, il 36enne andò al Loreto Mare per una visita, consentendo ad Amato Jr. di fuggire e darsi alla latitanza.

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