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La manifestazione

La manifestazione

In 2000 contro la discarica di Chiaiano. "Adesso chiudiamo il sipario"

Massiccia mobilitazione per chiedere la chiusura di Cava del Poligono. Il Consigliere Rinaldi: "La discarica è già chiusa, lo dimostrano le carte acquisite che mostrano una capienza satura già dallo scorso febbraio"

“Chiudiamo il Sipario. Jatevenne” è la scritta che troneggia su un enorme telone scuro, lungo 8 metri ed alto 4, che i comitati antidiscarica fanno scorrere da un capo all’altro di Via Cupa dei Cani (a poche centinaia di metri dall’ingresso di Cava del Poligono), proprio come si chiude il grande tendone che segna la fine dello spettacolo a teatro. Ed è così che si è chiusa la manifestazione di protesta, tenutasi ieri pomeriggio, contro la discarica di Chiaiano e che ha visto la partecipazione di oltre duemila persone.

“Questo è il momento di porre fine alla tragedia, allo scempio. È ora di far calare il sipario e dire basta. Basta al balletto menzognero della Provincia sui numeri , basta al disastro ambientale, basta alla devastazione di un territorio che ha dato già troppo, che non ha più nulla da dare e a cui c’è tanto da restituire. La Provincia e la Regione devono rispettare i patti e chiudere la discarica entro la fine dell’anno, così com’è scritto nei documenti ufficiali che ne regolamentano l’utilizzo ed ammettere senza falsità che il sito è ormai saturo e non è in grado di accogliere ancora rifiuti”, questo il messaggio che hanno lanciato comitati, amministrazioni locali e cittadini, che si sono mobilitati in massa per manifestare e ribadire con forza che è arrivato il momento di rispettare i patti e chiudere Cava del Poligono, che da più di tre anni ha cambiato(peggiorandola in modo esponenziale) la vita di tutti quelli che abitano nella zona del sito di conferimento.

Il corteo, promosso dal Presidio Antidiscarica di Chiaiano e Marano, dalla Rete Commons, dal Comitato Civico Cambiamo Mugnano e dalle amministrazioni di Marano e Mugnano, è partito alle 17 dalla Rotonda Rosa dei Venti (più conosciuta con il nome di “Titanic” per la sua forma, che ricorda quella una grande barca), luogo di confine tra le due cittadine di provincia e Napoli ed ha attraversato la cittadina di Marano per poi tornare al Presidio, simbolo della storica lotta antidiscarica. In testa uno striscione ormai storico, con una scritta che non lascia spazio a fraintendimenti “Jatevenne” e che esprime tutto il disagio subito in questi anni dalla popolazione locale. Ma moltissimi sono stati gli striscioni (come quello del gruppo di donne antidiscarica “Noi vi diamo la vita, Voi ci date la morte”), i cartelli e le bandiere che hanno sfilato ieri pomeriggio e tanti i movimenti civici venuti da lontano a condividere questa battaglia con i residenti della zona, come il gruppo antidiscarica di Quarto.

La pioggia incessante non ha fermato il fiume umano e nemmeno i tanti bambini presenti, che per mano a mamme e papà, hanno portato colore e sorrisi tra la folla, piccoli uomini e piccole donne già consapevoli, in qualche modo, che nella loro vita c’è qualcosa di diverso e di pericoloso, che il “lupo cattivo” qualche volta può esistere davvero anche se non ha pelliccia e zanne. La mobilitazione è stata sempre pacifica, nonostante il motore propulsivo che ha spinto i cittadini a riversarsi in piazza sia stato la rabbia e l’indignazione contro un mostro ecologico che rende prigionieri i residenti della zona a causa dei miasmi velenosi che esala.

Presenti al corteo, oltre ai Sindaci di Mugnano e Marano, anche quelli di Grumo Nevano e Calvizzano. Un’alleanza che rende un tutt’uno i comuni a nord di Napoli, compatti in questa battaglia di civiltà. Per il Comune di Napoli presente il Consigliere Pietro Rinaldi, mentre per l’ottava Municipalità (Chiaiano) in prima linea il Consigliere Ivo Poggiani.

Il Sindaco di Mugnano, Giovanni Porcelli, spiega a NapoliToday: “L’importanza di questo ennesimo atto dimostrativo da parte delle nostre comunità con l’appoggio delle due amministrazioni, è legato al fatto che noi abbiamo bisogno di tempi certi e brevi per la chiusura della discarica, ma, soprattutto, di una maggiore sensibilità da parte della Provincia e della Regione rispetto all’intero sistema di gestione dei rifiuti. Oggi la Regione ci propina un sistema di gestione dei rifiuti, a mio giudizio, antiquato e che non va più bene per i tempi che corrono. Oggi gli investimenti seri devono essere fatti sulla raccolta differenziata, sul trattamento meccanico manuale e su tutto ciò che non siano inceneritori e discariche. Siamo ovviamente realisti e sappiamo che anche quelle ci vogliono, ma, allo stato dell’arte io non vedo un euro di risorse né per la raccolta differenziata né per una politica di gestione dei rifiuti diverse. Si continua a battere solo su inceneritori e discariche ed a questo diciamo NO.”

Mentre il Consigliere Rinaldi commenta: “Siamo oggi all’ennesima manifestazione contro la discarica di Chiaiano, ancora una volta una dimostrazione di grande volontà da parte dei cittadini di questo territorio. Nonostante la pioggia c’è stata un’ottima partecipazione, questa cosa segnala anche che in questi 3 anni non si è mai abbassata l’attenzione, da parte dei cittadini di quest’area, rispetto a quello che succede in discarica, che viene chiamata discarica di Chiaiano, ma che sarebbe meglio chiamare discarica di Napoli, perché dire “di Chiaiano” diventa un alibi per il resto della città. Noi ci auguriamo che tutti i termini vengano rispettati. Siamo convinti che la discarica è già chiusa, è chiusa perché lo dimostrano gli sversamenti che ci sono in questi periodi, pochissimi ormai gli autocompattatori che conferiscono, si parla di 4/5 camion, ma soprattutto lo dimostrano le carte che ormai abbiamo acquisito, che parlavano già a febbraio di una capienza ormai quasi satura”.

Si fa sentire anche la voce dei cittadini, attraverso il Comitato Civico Cambiamo Mugnano, che ci raccontano: “La popolazione di quest’area ha dimostrato, senza possibilità di smentita, che si può mettere in atto un ciclo diverso di gestione dei rifiuti, che i cittadini sono pronti e maturi per fare la propria parte, come stiamo facendo a Mugnano, raggiungendo brillanti risultati con la raccolta differenziata. Ma soprattutto è ora che Provincia e Regione capiscano che non saremo disposti a sopportare oltre lo scempio che hanno creato, che tuteleremo il nostro diritto alla salute e quello dei nostri figli a qualsiasi costo”.

Tutti uniti, quindi, in una lotta che prevede ancora giorni difficili e che potrebbe comprendere di nuovo l’occupazione della discarica, se sarà necessario, come annunciano i comitati. Il prossimo appuntamento, intanto, è per venerdì 14 ottobre alle ore 19, giorno in cui si terrà un’assemblea per decidere le prossime tappe della protesta, mentre il 15 ottobre i comitati saranno a Roma nello spezzone di Uniti per l’alternativa.

 

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