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Discarica di Chiaiano, nuova ondata di proteste contro l'ampliamento

Promesse disattese e chiusura slittata di diversi mesi. All'orizzonte lo spettro dell'ampliamento. Il consigliere Poggiani: "Scontro istituzionale, vogliono punirci per aver cambiato rotta politica alla città"

Nuova ondata di manifestazioni e proteste contro la discarica di Chiaiano. I cittadini residenti nell’area circostante al sito continuano a battersi contro l’ampliamento della cava e contro l’apertura delle due nuove discariche che la regione avrebbe indicato come possibili. Sarà una lunga estate calda, quella che si profila. Ieri sera la prima, organizzata dal Presidio Permanente antidiscarica, che ha sede al confine tra Marano, Mugnano e la Municipalità di Chiaiano, alla rotonda “Rosa dei venti”, più nota con il nome di “Titanic” (per la sua forma a barca), dal Comitato Cambiamo Mugnano e dalla rete Commons. Diverse centinaia di persone hanno sfilato in corteo partendo dalla rotonda e attraversando poi Mugnano. Presente anche il Sindaco Giovanni Porcelli, che solo pochi giorni fa si era recato insieme al sindaco Cavallo di Marano in sopralluogo alla cava per constatarne la condizione attuale e ribadire un secco no delle due cittadine a qualunque tipo di ampliamento.

“La Provincia di Napoli e la società SapNa che gestisce la discarica di Chiaiano, alcuni mesi fa a seguito delle mobilitazioni dei comitati e dei cittadini che reclamavano la chiusura della discarica aveva indicato nella data del 29 giugno la chiusura della discarica di Chiaiano senza prevedere nessun tipo di ampliamento della discarica. Come tutti i cittadini possono verificare la discarica è ancora aperta e non si vede all'orizzonte la chiusura. La giunta Cesaro ha preso in giro i cittadini di Chiaiano e Marano. Proprio lo stesso Cesaro che in campagna elettorale aveva fatto affiggere manifesti a Marano in cui lasciava intendere che in caso di vittoria del Pdl alle elezioni amministrative la discarica sarebbe stata chiusa. Oggi la mancata chiusura suona come una punizione nei confronti dei cittadini di Chiaiano e Marano che hanno invece punito a loro volta il Pdl e la logica delle discariche e degli inceneritori. Dopo anni di lotta sentiamo venire dalla Provincia e dalla Regione Campania la volontà di ritornare a sversare a Chiaiano prendendo in considerazione addirittura nuovi terreni dove sversare. Da tempo ci battiamo contro la discarica e contro la logica del piano rifiuti di Berlusconi, Caldoro e Cesaro che vede in discariche ed inceneritori la sola via possibile tutelando in questo modo gli affari dei poteri forti che lucrano sulla nostra pelle”. È quanto scrivono sul manifesto inerente alla manifestazione i comitati antidiscarica ed è quanto hanno ribadito ieri sera in corteo.



La situazione diventa sempre più insostenibile, gridano i manifestanti, “i miasmi che la sera soffocano l’aria ci stanno uccidendo, la bonifica promessa non è stata fatta, tant’è che una parte della discarica è stata messa sotto sequestro”. Paure fondate, quindi. Durante il corteo chiediamo ad Ivo Poggiani, consigliere dell’ottava municipalità e tra gli organizzatori della protesta, quali saranno le prossime mosse sia politiche che di piazza. “Venerdì 15 ci sarà un consiglio monotematico, su questa importante questione, dell’ottava municipalità – ci dice il consigliere -, sabato sera invece scenderemo di nuovo in piazza, partendo da Via Cesare Pavese a Mugnano, martedì prossimo saremo presenti al Consiglio Comunale di Marano e Venerdì 22 ancora in corteo per la città, non ci fermeremo finché le ragioni dei cittadini non saranno ascoltate”. E Aggiunge “In un territorio virtuoso come il nostro, che ha raggiunto altissimi livelli di differenziata con riconoscimenti importanti in tutta Italia, paghiamo da tre anni un costo altissimo a causa di una discarica che non è a norma e che va chiusa. Invece si progetta di aprire nella stessa area, a pochi metri l’una dall’altra, ben altre due cave o di ampliare quella già in uso. Decisione presa, tra l’altro, da un commissario del nord che non vive e non conosce la nostra terra. Come comitato abbiamo proposto e continuiamo a proporre valide alternative: oltre al ciclo della differenziata, che dimostra ogni giorno di funzionare benissimo una volta avviata, ci sono gli impianti a freddo e i siti di compostaggio. Questa ostinazione contro il nostro territorio ha tutta l’aria di essere uno scontro istituzionale tra governo e amministrazioni, volto a dimostrare che nonostante il cambio di rotta politica delle città nulla possa realmente cambiare all’atto pratico. Invece noi vogliamo dimostrare che si può cambiare, perché questo è un modello vecchio e obsoleto di smaltimento dei rifiuti e che i cittadini, messi alla prova, hanno dimostrato di sapere e di volere fare ognuno la propria parte”.

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