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La discarica

La discarica

Discarica di Chiaiano, arriva la perizia: il sito è una bomba ecologica

L'Ingegnere Boeri, incaricato dal gip, sta per consegnare i risultati dei controlli effettuati: l'argilla che ricopre il fondo dell'invaso sarebbe scadente e permetterebbe infiltrazioni pericolose nella falda acquifera

Dopo le mobilitazioni cittadine contro il sito di Cava del Poligono con l’accusa di danno ambientale e alla salute dei cittadini, arriva una nuova notizia-scandalo sulla tristemente nota discarica di Chiaiano. Come si apprende dal Corriere del Mezzogiorno, l’ingegnere Luigi Boeri, incaricato dal gip del Tribunale di Napoli di effettuare adeguati accertamenti e controlli relativamente all’argilla posta sul fondo del sito tra il 2008 e il 2009, sta per consegnare una perizia che confermerebbe i gravi rischi ambientali.

A quanto pare dai controlli emergerebbe che l’argilla utilizzata per coprire il fondo del sito di conferenza, quando l'invaso fu realizzato dalla Ibi, appaltatrice della Protezione Civile, è di pessima qualità e alto è quindi il rischio di infiltrazioni di materiale pericoloso nelle falde acquifere sottostanti. Il sito si confermerebbe così quella bomba ecologica che da tempo i residenti della zona denunciano, vivendo sulla propria pelle i forti disagi e i gravi danni che una discarica non a norma produce quotidianamente (insopportabili miasmi, fumi velenosi e persino geyser di percolato).

Se la notizia fosse confermata, certamente darebbe una svolta decisiva nell'inchiesta avviata già dal tempo dalla Procura napoletana, dando man forte all’ipotesi avanzata dai Pubblici Ministeri che ritengono rischioso l’invaso perché costruito in modo non conforme alle regolamentazioni presenti in materia. L’indagine potrebbe quindi estendersi alla commissione di collaudo che ne accertò la conformità all’incirca due anni fa e che secondo il gip potrebbe essere stata “addomesticata”. La Ibi e la Edil Carandente, coinvolte nell’inchiesta, rivendicano di aver svolto un corretto operato circa lo sversamento dell’argilla in Cava del Poligono, mentre secondo la Procura i materiali utilizzati sono assolutamente scadenti o diversi da quelli previsti, ipotizzando quindi, tra l'altro, il reato di frode in pubbliche forniture.

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