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La moda oltre le sbarre: sfilata al carcere femminile

L'iniziativa è dello stilista Gianni Molaro. L'evento, in programma sabato 17 aprile, vedrà sfilare anche due detenute scelte dallo stesso Molaro. "Vogliamo regalare un sogno lungo un giorno"

La moda oltre le sbarre. Il carcere femminile si trasforma e dà il benvenuto a una nuova iniziativa, stavolta un evento di moda unico nel suo genere. Sabato prossimo la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli accoglierà infatti Gianni Molaro e le sue spose per una sfilata d'eccezione. Modelle professioniste, ma anche detenute scelte dallo stesso Molaro per sfilare sul palco. Ce ne ha parlato lo stilista.


Gianni, come è nato questo progetto?
Tutto è partito da un colloquio con il Presidente del Tribunale di Sorveglianza Angelica Di Giovanni circa i detenuti, la loro rieducazione e la possibilità di far imparare un mestiere creando magari, all'interno delle mura, delle fabbriche. Insomma, un'attività produttiva invece della classica formazione. Da qui, l'idea di organizzare una sfilata per regalare un sogno lungo un giorno. Anche perché, per i detenuti, una cosa del genere significa iniziare un personale conto alla rovescia in attesa di quell'evento.


Difficoltà nella preparazione di questi mesi ce ne sono state?
Le maggiori difficoltà le ho riscontrate per entrare nelle mura. Ogni azione, ogni passaggio richiede ovviamente un permesso speciale. E il mio lavoro spesso vive anche di imprevisti o di numerosi incontri per prendere le misure, per permettere ai parrucchieri di provare le acconciature. In questa settimana, poi, tornerò nella struttura per scegliere due ragazze del carcere e farle sfilare sabato. Fino a oggi, comunque, i mie contatti sono stati con la direttrice, gli educatori, il Tribunale di Sorveglianza e devo dire che ho riscontato molta elasticità e tutti mi hanno aiutato sotto numerosi aspetti.


L'evento di sabato si pone come un qualcosa di diverso rispetto ad alcune tue precedenti provocazioni ed eccessi…
Io sono l'eccesso. Non amo la normalità e non mi faccio problemi nel farmi apprezzare da tutti perché questo significherebbe snaturare quello che sono. Nella vita comune, certo, sono anche una persona semplice che manda le spose in chiesa con abiti sobri, ma quando posso libero il mio estro nelle sfilate e nelle operazioni mediatiche. Ad esempio quando ho lavorato all'abito per il matrimonio del pugile Clemente Russo e sapevo di essere sotto i riflettori della stampa nazionale, o quando ho fatto salire sul palco dell'ultimo Festival di Sanremo Nilla Pizzi, accompagnata da 5 ragazzi che le mantenevano la lunga coda dell'abito.


Con quale stato d'animo vivrai l'esperienza di sabato?
Come un ricordo. Essendo stato in collegio da piccolo, so cosa significa aspettare che succeda qualcosa di grande per sorridere, per far accendere una scintilla che forse prima non si aveva. Proprio per questo, sabato non starò dietro le quinte, bensì di fronte alle donne per catturare i loro sguardi. Quel giorno voglio cibarmi di questo. È la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e voglio viverla come un esploratore alla volta di un nuovo mondo.


E i progetti futuri?
Il prossimo mese, in occasione del Maggio dei Monumenti, ci sarà una mia folle mostra di grande cultura e impatto. Uno degli eventi più divertenti mai accaduti all'interno di una rassegna d'arte.

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