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Pozzuoli: sciolto il Comune. Sfiduciato il sindaco Pasquale Giacobbe

Sfiduciato il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe. Sedici consiglieri su trenta, nove dell'opposizione (PD, IdV e S&L), e sette della maggioranza di centro-destra, hanno firmato il documento congiunto di dimissioni dal consiglio comunale

Si è sciolto il comune di Pozzuoli. Il sindaco, Pasquale Giacobbe del Pdl, è stato sfiduciato: sedici consiglieri su trenta hanno firmato il documento congiunto di dimissioni dal consiglio comunale che di fatto provoca lo scioglimento dell'assise.

I sedici consiglieri, nove dell'opposizione (PD, IdV e S&L), e sette della maggioranza di centro-destra che lo sosteneva (due di liste civiche di centro, uno dell'UDC e quattro del PDL) hanno depositato presso uno studio notarile napoletano il proprio dissenso, ratificato poi nella tarda mattinata al segretario comunale. A giorni il prefetto, una volta ricevuta la comunicazione, nominerà il commissario prefettizio.

Giacobbe, eletto il 14 e 15 aprile del 2008, alla guida di una maggioranza di centro-destra, era in bilico da alcuni mesi per strategie amministrative non condivise e per la scelta di candidarsi alle ultime elezioni regionali, nelle liste del PDL, dove è risultato il terzo dei non eletti. Il sindaco si apprestava in questi giorni ad un nuovo rimpasto dell'esecutivo, il quinto in venti mesi, proprio per le difficoltà a gestire l'amministrazione e per i numerosi problemi della città insoluti.
Primo tra tutti il nodo della stabilizzazione degli Lsu e la raccolta differenziata dei rifiuti.

Tra i primi commenti quelli dell'opposizione: "Lo scioglimento del consiglio è la naturale fine dell'esperienza di centro-destra, mai decollata - dice il consigliere Di Somma di S&L - un'esperienza fallimentare che non ha prodotto alcun passo avanti in città in due anni di amministrazione". Per la città di Pozzuoli un altro duro colpo in pochi anni con una nuova esperienza commissariale. Infatti dopo lo scioglimento del consiglio comunale nel dicembre 2005 per presunte infiltrazioni malavitose, seguirono 36 mesi di gestione commissariale. La prossima dovrebbe durare solo dieci mesi.

Giacobbe, in una nota, ha definito la sfiducia "un gesto insensato".

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