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Gli organizzatori della mobilitazione (ph.: Paolo Visone)

Gli organizzatori della mobilitazione (ph.: Paolo Visone)

Trasporti: partono le mobilitazioni in tutta l'area flegrea

Oggi la protesta a Torregaveta. Striscioni appesi alle cumane di Pozzuoli ed Arcofelice. A partecipare anche alcuni dipendenti della SEPSA. Mobilitazione generale il 7 ottobre.

Si è tenuta oggi, partendo dalla stazione di Torregaveta, la mobilitazione contro i tagli al trasporto pubblico. Numerosi membri di comitati e associazioni si sono riuniti e hanno dato vita ad un'assemblea pubblica, partecipata anche dai lavoratori dello stesso servizio. I manifestanti hanno fatto volantinaggio nel treno ed hanno collocato 3 striscioni diversi alle fermate di Torregaveta, Arcofelice e Pozzuoli. Tutti e tre gli striscioni chiedevano spiegazioni alla Sepsa e slogan contro il taglio delle corse, per il Trasporto come bene comune.

Il comitato “TrasportoBeneComune” - area flegrea denuncia le gravi condizioni di permanente inefficienza del sistema di trasporto pubblico e rivolge ai cittadini e ai dipendenti del settore l'appello alla lotta e alla partecipazione. Il Comitato raccoglie numerosi movimenti e realtà associative e giovanili del territorio flegreo ed esprime il disagio dei tanti cittadini dei Comuni di Quarto, Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida.

Occorre informarsi, organizzarsi e reagire - sostengono i promotori del comitato. Da settimane l'Eav ha applicato un piano di ridimensionamento del trasporto pubblico tra Napoli e la provincia, che ha coinvolto oltre la Circumvesuviana e l'Anm anche la Sepsa. Le linee Cumana e Circumflegrea rischiano di subire nei prossimi mesi una riduzione delle corse ancora più drastica. La soppressione del servizio nelle ore mattutine e serali è stata solo congelata fino al 31 dicembre 2011”.

Oltre l'allarme, è forte la rabbia: “E' paradossale dover lottare per difendere un servizio che è già una vergogna - si legge nei documenti diffusi in questi giorni dagli attivisti del comitato. Per troppo tempo sono stati tollerati disservizi, odiosi ritardi e ingiustificati rincari. Oggi la collettività è costretta a fare i conti con le voragini finanziarie delle società partecipate che gestiscono il servizio pubblico con condotte sprovvedute miste a criteri aziendalistici. Questi buchi di bilancio sono dovuti esclusivamente ad errori di gestione, sprechi e clientele. Non sono i lavoratori pendolari, gli studenti medi e universitari e i cittadini che vivono nelle periferie e nei quartieri popolari a dover pagare il debito di 500 milioni di euro, di cui sono responsabili i dirigenti, gli amministratori pubblici e la classe politica che ha governato a tutti i livelli istituzionali”.

Il comitato chiede maggiore trasparenza nelle scelte di gestione e di bilancio al fine di programmare un credibile piano di rilancio e di miglioramento del servizio ed il ripristino di agevolazioni per le fasce deboli sui costi di abbonamenti e biglietti. In questi giorni i militanti del comitato hanno promosso diverse iniziative di sensibilizzazione tra i cittadini, come l'assemblea pubblica in Piazzale Europa a Quarto dello scorso 19 settembre, e i continui volantinaggi sui treni, tra gli utenti e nelle stazioni dell'area flegrea. Tutte queste azioni di informazione e di lotta confluiranno nella prima di settimana di ottobre nei presidi organizzati a Montesanto e nella giornata di mobilitazione del 7 ottobre a Napoli.

Questo movimento - chiariscono i promotori del comitato - si batterà per affermare il principio che il diritto alla mobilità e all'accessibilità dei centri storici e metropolitani sono un “bene comune!”.

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