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Pescatore puteolano con la "nassa"

Pescatore puteolano con la "nassa"

Pozzuoli, protesta dei pescatori: "Vogliamo pescare a Ischia"

Lo specchio d'acqua ischitano, Regno di Nettuno, è zona protetta. Solo venti le licenze di pesca. I "nassaiuoli" puteolani: "La nostra pesca non danneggia l'ambiente marino"

I pescatori puteolani di polpi sono in netta difficoltà. Ai così detti “nassaiuoli” è impedito, infatti, di pescare ad Ischia, precisamente nell'area del Regno di Nettuno. Per l'intera primavera e la stagione estiva sono stati costretti a pescare nelle acque di Procida. Il canale di Procida,però, in questi tempi non è più produttivo.

Dopo quattro mesi intensi di pesca, infatti, anche il mare ha bisogno di riposarsi. I “nassaiuoli” puteolani, prima dell'istituzione dell'area protetta del Regno di Nettuno, si alternavano tra Procida ed Ischia, che ha polpi in abbondanza da settembre fino a febbraio marzo. C'è da precisare che il tipo di pesca adoperato per i polpi non raschia il fondale e non porta problemi all'ambiente marino. Le nasse, infatti, poggiano soltanto sul fondale e consentono la cattura del polpo. Nonostante le forti richieste dei pescatori puteolani il Regno di Nettuno dà solo 20 licenze che vengono date tutte agli ischitani. Tra questi solo uno è “nassaiuolo”. Quindi, si presume, che non vogliano che la marineria di Pozzuoli abbia a che fare con Ischia.

«La vicenda ha un iter lungo e complicato – dice Claudio Ismeno, l'avvocato che li difende – sono due anni che facciamo regolarmente domanda all'Area Marina Protetta di poter pescare in quelle acque, ma non ce lo concedono. Le motivazione addotte dall'ex direttore del Regno di Nettuno, Riccardo Strada, sono contestabilissime e noi abbiamo prodotto una ricca documentazione con tanti riferimenti normativi che contraddicono le sue disposizioni. Una doverosa precisazione: per l'Unione Europea le nasse non sono da considerare trappole. Si tratta solo di piccoli contenitori cilindrici in cui solo i polpi comuni adulti entrano. Abbiamo fatto ricorso al Tar e siamo in attesa di una risposta».

Ben duemila euro di multa più il sequestro di tutto il materiale utilizzato per la pesca a chi viene colto nel Regno di Nettuno senza la dovuta licenza. «La nostra è una pesca tradizionale – spiega Alessandro Chiocca, uno dei nassaiuoli puteolano – le nasse vengono poste a dieci metri di profondità sui fondali sabbiosi. Usciamo nel cuore della notte e ritorniamo nel pomeriggio per prelevare quelle piene. Nelle nasse non entrano altri animali ma solo il polpo comune attratto dall'esca, un granchio».

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