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Rifiuti a Monterusciello: si mobilitano associazioni, parrocchie e sindacati

Inviata una lettera a tutte le istituzioni per denunciare le gravi condizioni del quartiere popolare. Ben dodici realtà firmano la missiva di protesta. "Siamo indignati e preoccupati per i seri rischi relativi alla diffusione di eventuali epidemie"

L'emergenza rifiuti a Monterusciello ha fatto scendere in campo anche sindacati, associazioni e parrocchie del mega quartiere popolare di Pozzuoli. Inviata infatti nelle scorse ore una lettera al presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, al Prefetto di Napoli, Andrea De Martino, al sindaco di Pozzuoli, Agostino Magliulo ed al dirigente dell'Asl Napoli 2.

L'oggetto della lettera è proprio l'assenza di un piano di regolare smaltimento dei rifiuti e di raccolta differenziata. “Siamo estremamente indignati e preoccupati per i seri rischi relativi alla diffusione di  eventuali epidemie – si legge dalla lettera - Non solo è un attentato alla salute pubblica, ma si offende anche la dignità e la civiltà di un popolo già martoriato dai tanti problemi che attanagliano la città e in particolar modo il quartiere di Monterusciello. Non bastavano il degrado ambientale, abitativo e il quotidiano “familiare” odore nauseante emanato dal vicino depuratore di Cuma. Il nostro territorio già ha dato abbastanza in campo ambientale, quindi è da bocciare sul nascere, in modo netto e deciso, qualsiasi intenzione o progetto embrione che preveda strutture mirate a pseudo soluzioni del problema”.Ovviamente è chiaro il riferimento al sito di stoccaggio che, secondo indiscrezioni, dovrebbe sorgere proprio a Monterusciello. Fin troppe, infatti, sono le strade che nel quartiere popolare sono invase dai rifiuti.



“Non si intravvede ancora un barlume di speranza che possa mettere fine a tale emergenza – continua la lettera –  I cittadini hanno bisogno di un piano credibile e sostenibile che dia soluzioni efficienti durature, per la gestione dei rifiuti. E’ un problema molto serio e grave, che può essere risolto solo con la solidarietà e la responsabilità di tutti, anche coinvolgendo un progetto di educazione ambientale per sensibilizzare i cittadini, partendo dalle scuole e da una serie e concreta raccolta differenziata”. I firmatari della lettera (Sunia, Sicet, Uniat, Cgil/Casa, Sai/Cisal, le associazioni: Onlus Welfare – Rinascita Monterusciello –“ I giovani per Monterusciello” e le parrocchie  Santa Maria degli Angeli; San Paolo Apostolo, Sant’Artema e San Massimo e la Chiesa Evangelica Battista in Monterusciello) hanno chiesto una conferenza dei servizi on la partecipazione dei Sindaci del comprensorio Flegreo, del Presidente della Regione, del Presidente della Provincia, del Prefetto, del Commissario di Governo e del Rappresentante della Protezione Civile per “fornire adeguate risposte e soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti”. Chiesta anche la disinfestazione di tutto il territorio, che solo da qualche ora sembra avvenire. Alcuni cumuli di rifiuti, infatti sono ricoperti di calce viva, per sterilizzare l'ambiente. Intanto, i firmatari della lettera, continuano a “battere il pugno” affinché “Monterusciello non resti un quartiere dormitorio” e se necessario ricorreranno anche alla mobilitazione popolare per ottenere la sicurezza abitativa e la vivibilità.

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