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Pozzuoli, il comune riduce i pasti scolastici: a rischio 130 posti di lavoro

Mensa solo per le sole scuole materne, escluse le elementari e le medie che fino a quest'anno rientravano nel servizio. A rischio i dipendenti di Monterusciello. "Molti di noi portano avanti una famiglia e non possiamo restare senza impiego"

Problemi seri per la mensa scolastica di Monterusciello, a rischio più di cento lavoratori, preoccupati per le ultime disposizioni che ha dato il Comune di Pozzuoli in materia di refettorio scolastico. L'ente comunale, infatti, ha deciso nelle ultime settimane di garantire il servizio della mensa scolastica alle sole scuole materne, escludendo le elementari e le medie che fino a quest'anno rientravano nei lavori della mensa sita a Monterusciello. A rischio, quindi, il posto di lavoro per ben centotrenta dipendenti, che da anni lavorano per garantire un buon servizio alle scuole.

Una mensa, quella di Pozzuoli, attiva da ben 21 anni e che ha soddisfatto, fino all'ultimo provvedimento comunale, le scuole materne, elementari e medie di tutto il territorio puteolano. Con l'ultima disposizione dell'ente, però, dall'anno prossimo, la “copertura finanziaria” dal comune sarà garantita solo per le scuole materne, mentre le elementari e medie dovranno, autonomamente, stipulare accordi tra i genitori degli alunni, la dirigenza scolastica e la società che gestisce il refettorio.

«Molti di noi – affermano i dipendenti storici del centro di cottura – con questo lavoro ci portano avanti una famiglia e non possiamo restare senza lavoro da un giorno all'altro. Anche se il comune di Pozzuoli non ha i mezzi economici per risolvere il problema noi chiederemo, una volta insediato il nuovo sindaco, un incontro con l'amministrazione per riportare a regime tutto il sistema della mensa. È stato indetto un bando quattro anni fa, che dava la possibilità della mensa scolastica anche alle elementari ed alle medie, oltre che alle scuole materne». Il comune, ogni cinque anni, indice una gara d'appalto per il servizio mensa, l'ultima gara è stata indetta per circa quattro milioni di euro e per una durata di cinque anni. Soldi che sono serviti a coprire parte della spesa a carico delle famiglie che decidevano di far pranzare i loro figli a scuola. Il costo del pranzo degli studenti, infatti, è coperto in parte dall'acquisto dei ticket mensa ed in parte dalle casse comunali.


Un sistema che di anno in anno è andato scemando, anche a causa degli istituti che “permettevano” ai propri alunni di portare panini e merende a scuola. Dagli ottomilacinquecento pasti a settimana il comune ha intenzione di scendere ai soli 700 pasti giornalieri. Una riduzione del lavoro di circa il 50%, che automaticamente comporterebbe anche la riduzione del personale. Ci sarà, quindi, solo da aspettare l'insediamento della prossima amministrazione comunale, che dovrà essere brava a destreggiarsi tra le priorità delle quali questa città ha bisogno e il bilancio comunale sempre più “snello”, anche a causa dei numerosi tagli nazionali.

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